Svizzera

Latte contaminato, la Svizzera non ha effettuato i test sui neonati

Non sono state analizzate le feci dei bambini che hanno presentato sintomi legati alla tossina - Non sarà quindi possibile determinare se siano stati infettati dai prodotti in questione

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Latte in polvere sotto la lente

Latte in polvere sotto la lente

  • Keystone
Di: RTS - Ch. Onfroy-Barrier - C. Favre / FCi 

La cereulide, tossina potenzialmente pericolosa, è stata trovata lo scorso dicembre in diverse marche di latte in polvere vendute in Svizzera. I neonati che hanno presentato sintomi sono stati contaminati proprio da quei prodotti? A tre mesi dai primi richiami, la domanda rimane ancora senza risposta.

A inizio gennaio, i laboratori cantonali di Basilea e Ginevra sono stati incaricati dall’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) di analizzare i latti sospetti. “In due campioni abbiamo riscontrato valori superiori alla soglia”, ha indicato a RTS il chimico cantonale di Basilea Città Yves Parrat.

I casi di neonati con sintomi di cui si è venuti a conoscenza sono 34, ma potrebbero essere molti di più. Per sapere se lo stato di salute dei neonati fosse legato ai prodotti in questione, occorre dimostrare che abbiano effettivamente consumato il latte contaminato. “Servirebbero analisi delle feci”, indica Parrat. Il problema è che in Svizzera non è stato fatto nessun prelievo del genere, in quanto le autorità competenti non li hanno ritenuti necessari quando i pannolini dei neonati in questione erano ancora accessibili.

Infatti solo l’11 febbraio l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) aveva offerto la possibilità di analizzate le feci, indicando ai medici cantonali che sarebbe stato possibile inviare i campioni a un laboratorio in Belgio, esclusivamente per i bambini in terapia intensiva. Questo 39 giorni dopo che le autorità svizzere avevano inviato una notifica al Sistema europeo di allerta alimentare (RASFF), nella quale segnalavano la presenza della tossina in preparati per neonati disponibili sul mercato. Il rischio era descritto come “potenzialmente grave”.

La decisione dell’UFSP di rendere possibile le analisi solo ai casi gravi viene spiegata in quanto la presenza della tossina sia nel latte che nelle feci non sarebbe sufficiente per incriminare il latte. L’Ufficio ha fatto inoltre riferimento a costi troppo elevati. Il laboratorio, contattato da RTS ha indicato le proprie tariffe e se fossero stati inviati tutti i campioni umani sospetti, la fattura sarebbe stata di 5’780 franchi.

In assenza di analisi delle feci, la Svizzera probabilmente non potrà mai sapere quanti bambini siano stati contaminati dalla cereulide. E nemmeno la responsabilità dei produttori potrà mai essere stabilita.

19h30 della RTS del 26.03.2026:
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Latte in polvere contaminato anche in Svizzera

Telegiornale 09.02.2026, 20:00

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