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Le reazioni all’indomani dell’incriminazione di Castro

I cubani che vivono in Florida festeggiano, mentre sull’isola si parla di un’accusa ingiusta e di una minaccia supplementare da parte degli Stati Uniti - Trump: “Non ci sarà un’escalation”

  • Un'ora fa
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Incriminazione di Castro, le reazioni

Telegiornale 21.05.2026, 12:30

Di: Telegiornale - Gregorio Schira / DC 

Il giorno dopo l’incriminazione di Raul Castro da parte degli Stati Uniti, la popolazione cubana è spaccata in due: gli abitanti dell’isola e gli esuli in Florida stanno vivendo la notizia con sentimenti diametralmente opposti. Al Telegiornale della RSI sono state riportate alcune reazioni raccolte tra Miami e L’Avana.

“Non è mai troppo tardi per la giustizia”

Per le strade della Florida si festeggia. “Tutti i cubani aspettavano questo momento da 60 anni”, afferma in spagnolo una signora, “il popolo ha sofferto enormemente. Abbiamo bisogno di libertà.” La speranza è che la fine di un’epoca sia vicina: “Credo sia il primo passo verso l’incriminazione dell’intero Partito Comunista di Cuba”, dice un giovane che indossa un berretto da baseball con la scritta “Make Cuba Great Again”. “È un’ottima cosa. Non è mai troppo tardi per la giustizia”, conclude.

“È un’accusa ingiusta”

Di diverso tenore sono le reazioni in patria. “Non si tratta di una vera accusa, è piuttosto un attacco pubblico a un personaggio pubblico, su un fatto che tra l’altro non è nuovo“, dice un giovane cubano. “È una cosa senza senso. Pensano di poter fare la stessa cosa che hanno fatto con Maduro, ma Maduro è stato tradito dai suoi. Qui non succederà”, afferma fiero un anziano. “Sono una rivoluzionaria, amo la mia rivoluzione”, dichiara una signora, “e non sono d’accordo con una guerra americana qui a Cuba. È un’accusa ingiusta.”

Nel suo intervento in un programma televisivo cubano, il viceministro degli esteri Carlos Fernández de Cossío ha definito le mosse americane “una minaccia supplementare, data la ben nota prassi degli Stati Uniti di utilizzare questo tipo di accuse per intraprendere azioni militari contro Stati sovrani”.

Donald Trump esclude un’escalation

Su quello che potrebbe accadere ora, per il momento il presidente statunitense Donald Trump tira il freno: “Cuba è una nazione in crisi. Si vede che sta cadendo a pezzi. Non hanno petrolio, non hanno soldi. Non ci sarà un’escalation. Non credo ce ne sia bisogno. Guardate: Cuba sta cadendo a pezzi”, conclude.

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Raul Castro incriminato negli Stati Uniti

Telegiornale 20.05.2026, 20:00

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