Sembra rimasto inascoltato l’appello di un cessate il fuoco in Libia lanciato sabato dal segretario generale dell’ONU, Ban Ki-Moon. Domenica mattina, infatti, una ventina di persone sono morte e altre 60 sono rimaste ferite negli scontri tra opposte fazioni nella zona ovest di Tripoli.
Secondo testimonianze locali, le milizie di Zentan (a 170 chilometri a sud-ovest della capitale) hanno lanciato un attacco contro la vicina città di Kekla, che sostiene le forze rivali di Fajr Libya (composte in modo particolare da miliziani filo islamisti di Misurata) che avevano scacciato da Tripoli i gruppi avversari.
Dalla caduta del regime di Gheddafi, nel 2011, dopo 8 mesi di guerriglia le diverse milizie tribali spadroneggiano in un paese allo sbando, nel quale due Parlamenti e due Governi si contendono la legittimità.
Red.MM/ATS/Swing




