"Quando torno indietro e mi chiedo cosa è andato storto (in Libia nel 2011) posso criticarmi solo per avere avuto troppa fiducia negli europei che, vista la loro vicinanza alla Libia, avrebbero dovuto fare di più nel dare seguito al piano". Così Barack Obama, in una lunga intervista a "The Atlantic" dove, pur ammettendo che l'intervento in Libia fu "un errore", se la prende con gli alleati europei e del Golfo. Secondo il presidente statunitense prima spinsero gli USA ad agire a sostegno della NATO, poi non fecero fino in fondo il loro dovere.
Non avviarono, come avrebbero dovuto, il necessario processo di transizione per costruire il dopo-Gheddafi. Risultato: l'attuale caos in cui si trova oggi il paese nordafricano, sempre più nuova frontiera dell'autoproclamato Stato Islamico (IS).
Non usa mezzi termini Obama, più volte duramente criticato per quello sciagurato capovolgimento del regime di Tripoli: se la cosa "non ha funzionato" la colpa è stata soprattutto di Francia, Regno Unito, Arabia Saudita, definiti appunto come "free rider", opportunisti.
ATS/M.Ang.





