Meriam, condannata a morte per apostasia in Sudan per la sua "conversione" al cristianesimo, si è rifugiata all'ambasciata degli Stati Uniti di Khartum. Lo ha riferito l'avvocato della donna, di padre musulmano ma cresciuta dalla madre cristiana, a poche ore dalla seconda scarcerazione della sua assistita.
Il tribunale sudanese competente lunedì aveva ordinato la liberazione di Meriam ma, il giorno dopo, la donna era stata arrestata dai servizi segreti all'aeroporto della capitale sudanese, mentre cercava di lasciare il paese con il marito e i due figli.
M.Ang./ANSA





