"Questa non è più un'emergenza, è un popolo in fuga, una nuova Nazione di migranti e rifugiati che noi, tra mille difficoltà, meteorologiche e politiche, cerchiamo di salvare".Così l'ammiraglio Felicio Angrisano, comandante delle Capitanerie di Porto italiane, in un'intervista a Repubblica dopo l'ultima strage di migranti avvenuta domenica nel Canale di Sicilia, con 29 morti e duecento dispersi.
Seguendo le operazioni "temevamo per la vita di quei disperati" ma "anche per la vita dei nostri uomini: abbiamo assistito ad autentici omicidi, di cui sono responsabili i trafficanti. Hanno mandato al massacro quella gente", ha sottolineato Angrisano.
Mercoledì il premier Matteo Renzi aveva dichiarato che il problema "non è Mare Nostrum o Triton... si può chiedere all' Europa di fare di più e domani lo farò, ma il punto politico è risolvere il problema in Libia, dove la situazione è fuori controllo".
Sui migranti è intervenuta anche la presidente della Camera, Laura Boldrini. L'ex portavoce dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ha definito "inadeguata" Triton e ha invitato l'Europa a "dotarsi di un sistema di monitoraggio e salvataggio ben più efficace di quello ora in vigore. Altrimenti ogni espressione di dolore per le tragedie avrà il segno dell'ipocrisia".
M.Ang./ANSA
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