Nel 2025 i casi di morbillo sono aumentati di 32 volte in 13 Paesi delle Americhe, causando oltre 40 decessi. E la tendenza non accenna a fermarsi: nei primi 3 mesi di quest’anno il numero dei casi ha già superato quelli registrati durante tutto l’anno scorso.
L’organizzazione panamericana della salute ha quindi lanciato un nuovo allarme che riguarda Messico, Guatemala, Stati Uniti e Canada. Sono cifre che - sottolinea l’organizzazione panamericana della salute - non sono solo numeri: si tratta di vite, famiglie e intere comunità a rischio. E all’orizzonte c’è la Coppa del Mondo di calcio di giugno.
In Canada, Stati Uniti e Messico, dove si disputerà il torneo, e in Guatamela si registrano i focolai maggiori e un evento aggregante rappresenta un forte fattore di rischio perché il morbillo si trasmette per via aerea ed è altamente contagioso. I medici invitano quindi ad assicurarsi di essere vaccinati e a prendere precauzioni in caso di dubbio su un possibile contagio.
Il morbillo, ricordano i professionisti della salute, non è una malattia banale: può portare a complicazioni gravi come polmonite o encefalite, che a loro volta possono causare problemi respiratori permanenti, cecità, danni cerebrali gravi e anche la morte. Colpisce particolarmente i bambini tra i 2 e i 5 anni e l’unico mezzo di prevenzione possibile ed efficace è il vaccino.
Perfino il ministro della salute statunitense, Robert Kennedy Jr., noto soprattutto per le sue critiche di lunga data nei confronti dei vaccini, ha espresso pubblicamente sui social media il proprio sostegno al vaccino contro il morbillo, la parotite e la rosolia. Nella sua audizione di conferma al senato ha anche dichiarato che i suoi figli sono tutti vaccinati.
Per debellare la malattia, è necessario un tasso di vaccinazione del 95%, percentuale però erosa negli ultimi anni dall’aumento dello scetticismo nei confronti dei vaccini ma anche dalle difficoltà di accedere all’immunizzazione, come nei Paesi in conflitto, dove i casi di morbillo sono cresciuti di oltre il 25% in un solo anno, mettendo a dura prova sistemi sanitari già in difficoltà.
L’obiettivo di eliminare il morbillo entro il 2030 potrebbe quindi non essere raggiunto.







