Una funzionaria di polizia non armata è stata accoltellata a morte a Rambouillet, nella regione di Parigi, intorno alle 14.20 di venerdì. L'aggressore, che è stato poi ucciso da altri agenti, si era radicalizzato durante il lockdown. È quanto emerge domenica dai primi risultati sull'inchiesta svolta dall'antiterrorismo.
Notiziario 17.00 del 23.04.2021 Rambouillet
RSI Info 23.04.2021, 19:10
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L'attentatore, Jamel Gorchène, originario della regione di Susa, nell'est della Tunisia, arrivò in Francia nel 2009 e 10 anni più tardi ha ottenuto una permesso di soggiorno per lavoro. Viveva in una casa alla periferia di Rambouillet, insieme con la zia e due fratelli.
"Il ragazzo era musulmano ma non praticante", testimonia un vicino. Per anni infatti i suoi post sui social erano dedicati soprattutto alla denuncia dell'islamofobia. Con l'arrivo del primo lockdown però ha cominciato a pubblicare soltanto preghiere e versetti del Corano.
"L'aggressore soffriva di alcuni disturbi della personalità - ha dichiarato il responsabile francese dell'antiterrorismo, Jean-Francois Ricard - suo padre ha sottolineato i problemi comportamentali che notava nel figlio da inizio anno e come aveva adottato una pratica rigorosa dell'Islam".
Il 24 ottobre, dopo la decapitazione del professor Samuel Paty nella banlieue di Parigi, aveva cambiato la sua foto del profilo Facebook, sostituendola con il simbolo di una campagna online dal titolo: "Rispettate Maometto profeta di Dio".





