I giochi sono fatti. Il 20 luglio Andy Burnham, fatte salve clamorose sorprese, diventerà il nuovo leader del partito laburista e quindi il nuovo premier del Regno Unito. L’ex sindaco di Manchester, 56 anni, ha una posizione blindata con 322 deputati laburisti che lo appoggiano. Lo certificano i dati ufficializzati giovedì in serata dal Comitato esecutivo nazionale laburista.
Andy Burnham ha spodestato con un colpo di stato politico il primo ministro eletto Keir Starmer. La sua ascesa appare inarrestabile e nessuno osa più mettersi contro di lui.
Il programma
Finora Burnham ha parlato poco. Ha promesso la devoluzione dei poteri alle comunità locali, soprattutto al Nord. L’obiettivo dichiarato è riequilibrare i poteri tra il Sud ricco e il Nord povero.
Andy Burnham si presenta come un campione della soft left, la sinistra moderata tra il centrismo e la sinistra radicale. Anche tra i laburisti c’è però chi critica il futuro premier. Le accuse principali riguardano l’opportunismo, cioè il cambiare posizione secondo il vento che tira. Viene inoltre criticato per la retorica populista riguardo al Nord. Il progetto di trasferire metà del governo da Londra a Manchester suscita inoltre perplessità e secondo alcuni rischia di spaccare il Paese in due.
Ma non c’è dubbio che questo è il momento di Burnham, tanto che perfino l’attuale premier Keir Starmer, che sarà letteralmente cacciato da Downing Street, ha fatto buon viso a cattivo gioco dichiarando che “Andy è l’uomo giusto per il Paese”.
Sul fronte opposto dello scacchiere politico, i partiti di opposizione stanno invece già preparandosi allo scontro con il nuovo futuro leader dei laburisti.






