In Ucraina la situazione è sempre più tesa. Il cessate il fuoco, mai completamente rispettato, lascia spazio a scambi di colpi sempre più intensi e soprattutto più pesanti. Nel Donbass prestare cure mediche rimane un grattacapo: i bombardamenti che hanno preceduto l’accordo di Minsk hanno danneggiato ospedali, messo in fuga numerosissimi abitanti, reso difficili i movimenti nella regione.
Per farvi fronte è presente anche Médécins sans frontières, che a Lugansk ha lanciato un progetto affidato a Chiara Burzio: "la situazione è abbastanza grave", ha raccontato al microfono di Pierre Ograbek, "i giovani sono andati a cercare lavoro altrove e i pazienti sono per la maggior parte anziani affetti da patologie croniche, che non hanno avuto per una decina di mesi la possibilità di comprare medicamenti". Medicamenti che l'organizzazione umanitaria grazie a una buona collaborazione su entrambi i lati della linea di fronte riesce a procurarsi, ma che nelle farmacie sono assenti o diventati troppo cari. Gli ospedali funzionano e anche gli ambulatori, ma il personale, pagato a singhiozzo, non è al completo a causa dei combattimenti e MSF colma le lacune.
pon/RG
Dal TG12:30




