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Siria, l’esercito avanza

Curdi in ritirata dalle aree controllate da un decennio - L’esercito siriano si è impadronito del più grande giacimento petrolifero del Paese - Öcalan (PKK): “È un tentativo di sabotare il processo di pace”

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Soldati dell'esercito siriano a bordo di veicoli militari su una strada a Maskana, vicino ad Aleppo, il 17 gennaio 2026

Soldati dell'esercito siriano a bordo di veicoli militari su una strada a Maskana, vicino ad Aleppo, il 17 gennaio 2026

Di: AFP/DC 

L’esercito siriano estende la sua presa su nuove aree del Paese e ha annunciato di aver preso il controllo dell’aeroporto militare di Tabqa, nella provincia settentrionale di Raqqa controllata da un decennio dalle forze curde. Tre fonti della sicurezza hanno dichiarato domenica che le truppe siriane si sono pure impadronite del giacimento petrolifero di Omar, il più grande del Paese. Secondo l’organizzazione non governativa Osservatorio siriano per i diritti umani le Forze curde “si sono ritirate all’alba di domenica da tutti i settori sotto il loro controllo” nella provincia orientale di Deir Ezzor, “compresi i giacimenti petroliferi di al-Omar e al-Tanak”, ha indicato il direttore, Rami Abdel Rahm all’agenzia di stampa AFP. Tra le mani dell’esercito ci sarebbe pure il giacimento di gas di Conoco, situato nell’est della Siria.

L’agenzia di stampa statale siriana Sana ha riferito che “Le Forze democratiche siriane a guida curda hanno fatto saltare in aria il nuovo ponte ‘Alrashid’ nella città di Raqqa”. In precedenza, Sana aveva riferito che un altro ponte che conduceva alla città di Raqqa era stato distrutto dai combattenti curdi.

Un conflitto che continua nonostante le trattative di una tregua

L’offensiva dell’esercito siriano ha destato preoccupazione nei Paesi occidentali, compresi gli Stati Uniti, che hanno recentemente revocato le sanzioni imposte a Damasco sotto Bashar al-Assad. Il leader del PKK, Abdullah Öcalan, ha dichiarato che combattimenti tra l’esercito siriano e le forze curde nel nordest della Siria sono “un tentativo di sabotare il processo di pace” avviato in Turchia. Öcalan è imprigionato al largo delle coste di Istanbul dal 1999.

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Notiziario 18.01.2026, 10:00

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