La commissione d’inchiesta sulla Siria si è vista prolungare di un anno supplementare il mandato concessole dal Consiglio ONU per i diritti dell’uomo. La commissione, istituita nel 2011, di cui fa parte anche Carla del Ponte, dovrà fare rapporto in giugno, settembre e marzo.
Le autorità siriane non hanno finora autorizzato l'ingresso della commissione all'interno del paese, ma i suoi membri hanno potuto raccogliere materiale, prove e testimonianze per documentare in diversi rapporti la gravità dei crimini commessi in Siria in più di tre anni di conflitto.
La crisi in Sira è la peggiore alla quale il Consiglio è stato finora confrontato, ha sottolineato il Regno Unito, presentando la risoluzione votata oggi, venerdì, a Ginevra. Tra le tante violazioni, sono stati condannati i bombardamenti delle zone civili e l’utilizzo di bombe a grappolo (tra alrti metodi di combattimenti), nonché l’uso della fame come arma di guerra. Il rappresentante russo ha condannato l’assenza di riferimenti, nel testo, al “terrorismo” perpetrato dai gruppi ribelli.
ATS/FM
Le altre decisioni
Il Consiglio ONU per i diritti dell'uomo ha anche rinnovato i mandati inerenti alle inchieste sull'Iran e sul Myanmar. E' stata inoltre richiesta l'organizzazione di un dibattitto all'ONU sull'utilizzo di droni armati. La Svizzera era tra i sostenitori, mentre Stati Uniti, Francia e Regno Unito si sono opposti.







