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"Siriani abbandonati al loro destino"

Il presidente della commissione d’inchiesta dell’ONU stigmatizza gli scarsi sforzi della comunità internazionale; Carla del Ponte vuole un tribunale ad hoc

  • 18.03.2014, 11:39
  • 4 maggio, 13:02
"Basta parole, è ora di passare ai fatti". Del Ponte e Pinheiro nel 2013

"Basta parole, è ora di passare ai fatti". Del Ponte e Pinheiro nel 2013

  • REUTERS

Il presidente della commissione d’inchiesta dell’ONU per la Siria, Paulo Pinheiro, ha lanciato un appello a favore del rilancio dei negoziati per raggiungere una soluzione politica al conflitto.

“La compassione non deve e non può bastare. Non possiamo continuare a restare seduti in questa sala scrivendo rapporti e deplorando il sangue che scorre nelle strade in Siria”, ha affermato il diplomatico brasiliano davanti al Consiglio dei diritti dell’uomo a Ginevra. Con il suo discorso ha stigmatizzato gli scarsi sforzi della comunità internazionale, che si è limitata a osservare le sofferenze di quanti sono stati travolti dalla violenza.

Nove milioni di profughi

Il rapporto aggiornato della commissione d’inchiesta constata che nel paese mediorientale la violenza non accenna a perdere d’intensità: i morti causati dalla guerra sono più di centomila, mentre altre migliaia di persone sono state vittime di torture o date per disperse e un terzo della popolazione, nove milioni di individui, ha dovuto abbandonare la propria casa.

ATS/sf/FM

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  • RG 12.30 Il servizio di Naima Chicherio

    RSI Info 18.03.2014, 13:57

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  • RG delle 18.30 - Il servizio di Gabriele Fontana

    RSI Info 18.03.2014, 19:33

Del Ponte: serve un tribunale ad hoc

Carla del Ponte, membro della commissione d'inchiesta, si è pronunciata in favore di un tribunale ad hoc per portare davanti alla giustizia i responsabili dei crimini commessi in Siria. Si è detta disposta ad assumere il ruolo di procuratrice, come già aveva fatto per i tribunali penali internazionali per il Ruanda e l'ex Iugoslavia. Attualmente non è possibile ricorrere alla Corte penale internazionale a causa del veto della Russia al Consiglio di sicurezza dell'ONU, ha ricordato.

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