Il presidente della commissione d’inchiesta dell’ONU per la Siria, Paulo Pinheiro, ha lanciato un appello a favore del rilancio dei negoziati per raggiungere una soluzione politica al conflitto.
“La compassione non deve e non può bastare. Non possiamo continuare a restare seduti in questa sala scrivendo rapporti e deplorando il sangue che scorre nelle strade in Siria”, ha affermato il diplomatico brasiliano davanti al Consiglio dei diritti dell’uomo a Ginevra. Con il suo discorso ha stigmatizzato gli scarsi sforzi della comunità internazionale, che si è limitata a osservare le sofferenze di quanti sono stati travolti dalla violenza.
Nove milioni di profughi
Il rapporto aggiornato della commissione d’inchiesta constata che nel paese mediorientale la violenza non accenna a perdere d’intensità: i morti causati dalla guerra sono più di centomila, mentre altre migliaia di persone sono state vittime di torture o date per disperse e un terzo della popolazione, nove milioni di individui, ha dovuto abbandonare la propria casa.
ATS/sf/FM
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RG 12.30 Il servizio di Naima Chicherio
RSI Info 18.03.2014, 13:57
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RG delle 18.30 - Il servizio di Gabriele Fontana
RSI Info 18.03.2014, 19:33
Del Ponte: serve un tribunale ad hoc
Carla del Ponte, membro della commissione d'inchiesta, si è pronunciata in favore di un tribunale ad hoc per portare davanti alla giustizia i responsabili dei crimini commessi in Siria. Si è detta disposta ad assumere il ruolo di procuratrice, come già aveva fatto per i tribunali penali internazionali per il Ruanda e l'ex Iugoslavia. Attualmente non è possibile ricorrere alla Corte penale internazionale a causa del veto della Russia al Consiglio di sicurezza dell'ONU, ha ricordato.






