Il presidente statunitense Donald Trump è illeso dopo che un uomo armato ha tentato di fare irruzione ieri sera alla cena della White House Correspondents’ Association, l’appuntamento che ogni anno riunisce il capo della Casa Bianca e la stampa accreditata. L’aggressore ha affermato che puntava a colpire “funzionari del governo”, riporta CBS News, la testata giornalistica dell’emittente radiotelevisiva newyorkese, citando due fonti a conoscenza delle indagini. Nel mirino dell’autore dell’aggressione c’erano i membri dell’amministrazione di Trump, ha indicato dal canto suo il ministro della giustizia ad interim Todd Blanche.
L’attentatore “non sta collaborando attivamente”, ma gli investigatori ritengono che abbia raggiunto Washington in treno da Los Angeles via Chicago, ha aggiunto Blanche, che era presente alla cena insieme a centinaia di altre persone.
“Ciò che doveva essere una serata divertente alla cena @WHCA con il presidente Trump che raccontava barzellette e celebrava la libertà di espressione è stato sabotato da una persona depravata e folle che ha cercato di assassinare il presidente e uccidere il maggior numero possibile di alti funzionari dell’amministrazione Trump”, gli ha fatto eco la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt.
Trump: ecco perché serve la “ballroom alla Casa Bianca”
Trump è stato portato in sicurezza mentre gli agenti del Secret Service (l’agenzia responsabile della protezione dei presidenti degli Stati Uniti, delle rispettive famiglie e dei capi di stato in visita negli USA) hanno bloccato e arrestato l’attentatore prima che raggiungesse la sala del banchetto all’hotel Hilton di Washington.
“Che serata a Washington D.C.: i servizi segreti e le forze dell’ordine hanno fatto un lavoro fantastico. Hanno agito rapidamente e con coraggio. L’attentatore è stato arrestato, e ho raccomandato di ‘lasciare che lo spettacolo continui’, ma mi affiderò completamente alle forze dell’ordine”, ha scritto poi Trump sulla sua rete sociale Truth Social, dove ha postato anche la foto dell’attentatore.
L’hotel Hilton di Washington non è “un edificio particolarmente sicuro”, ha anche indicato, riconoscendo tuttavia che il dispositivo di sicurezza invece “era molto sicuro”. “La mia ballroom - ha aggiunto - è invece una struttura molto più grande e sicura. Ha vetri antiproiettile”.
È proprio davanti a questo albergo che il presidente Ronald Reagan fu ferito da un colpo di pistola nel 1981 in occasione di un attentato.

USA: sparatoria alla cena con la stampa, Trump illeso
Telegiornale 26.04.2026, 20:00
Ferito un agente, è già stato dimesso
Come riporta l’agenzia di stampa statunitense Associated Press (AP) l’uomo, identificato, 31 anni, di Torrance, in California, si è presentato armato di pistole e coltelli e ha tentato di farsi strada verso il salone sotterraneo dove si trovavano Trump e numerosi altri esponenti di primo piano dell’amministrazione invitati per la serata.
Diversi ospiti si sono gettati sotto i tavoli. Alcuni hanno riferito di aver sentito colpi d’arma da fuoco provenire dalla hall. Un agente del Secret Service è stato raggiunto da uno sparo, fermato però dal giubbotto antiproiettile e le sue condizioni non sono gravi. Qualche ora dopo, l’agente è stato dimesso dall’ospedale, riporta NBC News, citando una fonte a conoscenza delle sue condizioni. La polizia federale statunitense FBI ha confermato l’arresto del sospettato e ha attivato l’ufficio locale di Washington. L’evento è stato sospeso e sarà riprogrammato.
L’autore della sparatoria è un insegnante 31enne
L’autore della sparatoria è stato identificato in Cole Tomas Allen, 31enne di Torrance in California. E’ un insegnante che sul suo profilo Linkedin si descrive anche come “ingegnere meccanico e informatico per titoli di studio” e “sviluppatore di videogiochi indipendente per esperienza”. Una foto sui social lo ritrae premiato come “docente del mese”.
La pista è quella del lupo solitario
Due ore circa dopo i fatti, Trump è comparso alla Casa Bianca ancora in smoking. “Quando conti qualcosa, ti vengono contro”, ha detto, definendo l’attentatore “malato”. A suo stesso avviso gli inquirenti sembrano orientati verso la pista del lupo solitario. “Non è la prima volta, negli ultimi anni, che la nostra repubblica è stata presa di mira da un potenziale assassino che intendeva uccidere”, ha anche affermato.
L’autore della sparatoria comparirà domani in tribunale, hanno annunciato le autorità statunitensi nel corso di una conferenza stampa. Sarà incriminato con due capi d’accusa: il primo per uso di arma da fuoco durante un reato violento e il secondo per aggressione a un agente federale con arma pericolosa, ha precisato il procuratore della capitale americana, Jeanine Pirro.
Il manifesto dell’aggressore
Circa dieci minuti prima di aprire il fuoco, l’aggressore ha inviato ai suoi familiari un manifesto contro il presidente Donald Trump, definendosi un “assassino federale gentile”. Lo riporta il New York Post, citando alcune fonti.
“Non sono più disposto a permettere a un pedofilo, stupratore e traditore di macchiarsi le mani con i suoi crimini”, ha scritto Cole Tomas Allen in un apparente riferimento a Trump.
Allen ha inoltre ironizzato sulla “folle” mancanza di sicurezza all’evento, sostenendo che persino agenti iraniani avrebbero potuto introdurre un arsenale ben più devastante. “Nessuno se ne sarebbe accorto. Entrando nell’albergo ho percepito un senso di arroganza: la sicurezza era tutta all’esterno, concentrata sui manifestanti. A quanto pare nessuno ha pensato a cosa sarebbe potuto succedere se qualcuno avesse effettuato il check-in il giorno prima. Insomma, un livello di incompetenza folle che spero venga corretto quando questo paese avrà una leadership competente”, ha affermato.
Gli investigatori stanno esaminando il materiale rinvenuto nella stanza d’albergo dell’aggressore. Da alcune note emerge chiaramente che voleva prendeva di mira i membri dell’amministrazione, anche se non vi sono riferimenti diretti alla cena dei Corrispondenti.








