Il traffico di petroliere nello stretto di Hormuz è crollato del 90% dall’inizio della guerra all’Iran. Lo ha affermato su X la società Kpler, azienda di informazioni e di analisi del mercato energetico con sede a Bruxelles. Ancora in mattinata i pasdaran hanno affermato di avere “il controllo totale” della strozzatura di mare da cui transita il petrolio del Golfo.
Cosco e Maersk sospendono i servizi
Cosco, gigante cinese delle spedizioni che gestisce una delle più grandi flotte di petroliere al mondo, ha dichiarato che a partire da mercoledì sospenderà i servizi da e verso i Paesi del Golfo, tra cui Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Arabia Saudita, Iraq e Kuwait.
“In considerazione dell’escalation nella regione mediorientale e delle conseguenti restrizioni al traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz”, Cosco ha deciso di “sospendere tutte le nuove prenotazioni” per le rotte interessate “con effetto immediato fino a nuovo avviso”, si legge in una nota.
Sulla stessa rotta si posiziona l’armatore danese Maersk, numero due del trasporto marittimo mondiale, che sempre oggi ha annunciato di sospendere “fino a nuovo ordine” tutte le prenotazioni da e per il Golfo Persico a causa della guerra in Medio Oriente.
“Temporaneamente non accettiamo più prenotazioni di merci in importazione ed esportazione da e verso gli Emirati Arabi Uniti, l’Oman (tutti i porti ad eccezione di Salalah), l’Iraq, il Kuwait, il Qatar, il Bahrein e l’Arabia Saudita fino a nuovo ordine”, ha indicato in un comunicato. Sono previste eccezioni per i generi alimentari essenziali e i beni di prima necessità, e la misura non riguarda la Giordania e il Libano, ha precisato il gruppo, che ha attualmente due navi nel Golfo Persico.
Iran: “Abbiamo il controllo totale di Hormuz”
Secondo il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), i pasdaran iraniani presidiano il tratto di mare strategico. “Attualmente, lo Stretto di Hormuz è sotto il controllo totale della Marina della Repubblica Islamica”, ha affermato Mohammad Akbarzadeh, un alto funzionario delle forze navali dell’IRGC, come riportato dall’agenzia di stampa FARS.
Sulla chiusura dello Stretto, inizialmente negata dal Comando centrale militare degli Stati Uniti (Centcom) secondo cui la marina militare iraniana era stata azzerata, si è espresso anche Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti dichiarato martedì che la Marina statunitense potrebbe scortare le petroliere “se necessario” attraverso lo Stretto. A minacciare la navigazione sono infatti missili e droni, non tanto le forze navali iraniane.
Quattro navi colpite nelle ultime 24 ore
Una nave portacontainer, battente bandiera maltese, è stata colpita al largo delle coste dell’Oman mentre transitava nello Stretto di Hormuz, ha riferito mercoledì pomeriggio un’agenzia britannica per la sicurezza marittima.
La nave si trovava a due miglia nautiche a nord dell’Oman, “in transito verso est nello Stretto di Hormuz”, quando è stata “colpita da un proiettile sconosciuto appena sopra la linea di galleggiamento, causando un incendio nella sala macchine”, secondo l’UKMTO (il centro britannico che gestisce le comunicazioni per la sicurezza del traffico marittimo). Si è trattato del quarto attacco segnalato in acque regionali nell’arco di 24 ore, dopo che i proiettili hanno colpito altre tre navi al largo delle coste degli Emirati e dell’Oman o nelle vicinanze.

Le conseguenze della chiusura dello stretto di Hormuz
Telegiornale 01.03.2026, 20:00






