Ticino e Grigioni

Carburanti e merci, l’impatto in Ticino della crisi nel Golfo

L’onda lunga del conflitto in Iran ha già fatto aumentare il gasolio del 10-15%, la benzina del 6% - Nel cargo aereo “fino al 35% del traffico mondiale” passa dalle compagnie mediorientali

  • Un'ora fa
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Le conseguenze sui prezzi in Ticino della guerra all'Iran

Il Quotidiano 02.03.2026, 19:00

Di: Quotidiano-Barbara Botti/sdr 

Il rialzo del petrolio legato alla crisi iraniana non è più solo un’ipotesi e gli effetti sono già visibili anche a sud delle Alpi. Secondo Swissoil Ticino l’aumento si farà sentire anche sui consumatori. I numeri, del resto, dicono che il gasolio è già rincarato del 10-15%, mentre la benzina potrebbe aumentare di circa il 6%, con ritocchi possibili già nei prossimi giorni.

L’impennata si è manifestata con chiarezza fin dalle prime ore di lunedì, come ha spiegato Paolo Righetti, presidente di Swissoil Ticino, al Quotidiano della RSI. Un segnale che, avverte, finirà per riflettersi anche sui consumatori: “Oggi, riferisce, l’utente finale si sente offrire dei prezzi del 10-15% più alti rispetto a quelli che sentiva quattro giorni fa”.

A pesare è anche l’incertezza legata al blocco marittimo nello Stretto di Hormuz, che sta tenendo ferme petroliere dirette in gran parte verso la Cina. L’Europa, in termini di approvvigionamento immediato, non sarebbe la principale destinataria, ma la tensione fa comunque salire i prezzi a livello globale. “È una ripercussione nel breve volgere - tipo oggi - psicologica perché non è che ora accidentalmente a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz non c’è più prodotto in Europa. Anzi, il prodotto c’è, è reperibile, non ci sono problemi anche perché negli ultimi anni, soprattutto nell’ultimo anno, l’Europa ha virato tanto su importazioni statunitensi di energia rispetto a importazioni che arrivano dall’Est”, sottolinea Righetti.

Non solo carburanti, colpita anche la logistica

La crisi, però, non colpisce solo i rifornimenti ma si fa sentire anche sulla logistica internazionale. Gli spedizionieri segnalano difficoltà legate ai cargo aerei del Golfo, in parte bloccati. “La maggior parte dei cargo aerei, in questo momento, sono le compagnie del Golfo. Quindi sono tutte ferme e ci troviamo la merce che era in viaggio che è ferma. Dobbiamo capire quando potranno ripartire. Stiamo parlando di un 30/35% di tutto il traffico cargo mondiale che passa da queste compagnie del Golfo”, afferma Roberta Cippà Cavadini della Cippà Trasporti. A Chiasso, l’azienda ha attivato un’unità operativa per gestire le richieste dei clienti, preoccupati per il destino delle spedizioni. I gestori spiegano che la merce bloccata non è molta. Vengono utilizzate altre tratte dove, tuttavia, sono aumentati i prezzi di trasporto.

In un contesto di forte volatilità, per famiglie e imprese l’impatto più immediato resta quello alla pompa e sui costi energetici: gasolio da riscaldamento e carburanti si preparano a salire, trascinati da un mercato che, almeno nel breve, reagisce tanto alle disponibilità quanto alla paura di nuove interruzioni.

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Ancora attacchi all'Iran, raid anche sul Libano

Telegiornale 02.03.2026, 12:30

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