La tregua chiesta mercoledì a Berlino dall’Europa è lontana. Le offensive dell’esercito contro i ribelli filorussi nell’est del paese sono infatti proseguite oggi, giovedì. La diplomazia ucraina ha dichiarato che un’interruzione delle operazioni militari sarà possibile solo dopo la ripresa del controllo delle frontiere e la liberazione di tutti gli ostaggi. Dal canto loro, gli indipendentisti hanno affermato di non accettare un dialogo diretto con Kiev ma unicamente mediato da Russia e comunità internazionale.
Sul terreno si contano i morti
Tre poliziotti sono stati uccisi e un quarto ferito a Donetsk. Un’inchiesta è stata aperta per determinare autori e ragioni dell’attentato. In città, diversi gruppi di insorti rivali, si stanno intanto contendendo alcuni palazzi del potere. Secondo il ministero della difesa ucraino, nelle ultime 24 ore i separatisti hanno lanciato 16 attacchi contro postazioni militari ai quali è stato risposto con la distruzione di una colonna di automezzi con a bordo miliziani; a Lugansk invece, avrebbero perso la vita in un raid aereo 12 civili.
AFP/ANSA/FrCa




