Il presidente ucraino Petro Poroshenko fa marcia indietro e, nella notte tra lunedì e martedì, ha annunciato di aver messo fine al cessate il fuoco nell’est del paese, dove le forze di Kiev devono fronteggiare i separatisti.
La decisione sorprende visti i tentativi di disgelo e di ricerca di soluzioni comuni che avevano caratterizzato la giornata di lunedì (vedi correlato). In tal senso Poroshenko ha tuttavia detto che il piano di pace non è abbandonato.
In un comunicato dell'autorità politica centrale sono state denunciate le attività criminali dei ribelli che, sostiene Poroshenko dopo aver ascoltato i suoi esperti militari, avrebbero fatto fallire la tregua, che si esauriva alle 22. Le forze ucraine agiranno “per liberare la nostra terra”, ha detto l’uomo forte di Kiev.
Attacchi già in corso
Martedì mattina le forze armate ucraine hanno ripreso l'offensiva contro i miliziani filorussi. Uno dei portavoce dei separatisti ha confermato che "sono già in corso attacchi aerei e di artiglieria", mentre un soldato ucraino sarebbe stato rimasto ferito da cecchini.
Red. MM/Reuters/AFP/ATS




