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Trump: “Speriamo che stavolta l’Iran sia più responsabile”

Il premier israeliano Netanyahu è stato ricevuto alla Casa Bianca per parlare dei negoziati sul programma nucleare iraniano - Il presidente USA: “È stato un incontro molto positivo”

  • Ieri, 20:18
  • 56 minuti fa
Quello di mercoledì è stato il settimo incontro con Netanyahu dal ritorno di Trump alla Casa Bianca
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USA: Netanyahu alla Casa Bianca

Telegiornale 11.02.2026, 20:00

  • Keystone
Di: SEIDISERA - Andrea Vosti / ATS / Pa.St. 

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è stato ricevuto, mercoledì, alla Casa Bianca per un incontro a porte chiuse. Al centro dei colloqui con il presidente Donald Trump c’era l’andamento dei negoziati sul programma nucleare iraniano. Negoziati che sono ripresi la settimana scorsa in Oman.

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Netanyahu da Trump

SEIDISERA 11.02.2026, 18:00

  • Keystone

Secondo indiscrezioni, Netanyahu vorrebbe termini più rigidi per un eventuale accordo tra Washington e Teheran sul programma nucleare. Per Israele, l’Iran dovrebbe interrompere tutte le attività di arricchimento dell’uranio, la produzione di missili balistici e inoltre dovrebbe smettere di sostenere organizzazioni come Hamas ed Hezbollah.

Trump: “Speriamo che stavolta l’Iran sia più ragionevole e responsabile”

Al termine del colloquio, sul social Truth il presidente statunitense Donald Trump ha parlato di “un incontro molto positivo” e ha sottolineato che “la straordinaria relazione tra i nostri due Paesi continua”. Non è stato raggiunto nulla di definitivo, ha scritto, “se non il proseguimento dei negoziati”. Nel post il presidente Trump ha poi ricordato che l’ultima volta l’Iran si era opposto a un accordo ed era poi stato colpito da un attacco statunitense contro siti nucleari: “Speriamo che questa volta siano più ragionevoli e responsabili”.

Il post di Trump su Truth

Il post di Trump su Truth

  • Screenshot Truth

Il settimo incontro con Netanyahu dal ritorno di Trump alla Casa Bianca

Quella odierna è stata la settima visita di Netanyahu alla Casa Bianca da quando, tredici mesi fa, Donald Trump è tornato alla presidenza. “Questo la dice lunga sulla stretta, strettissima relazione tra i due leader, che hanno anche una lunga storia di amicizia personale” esordisce il corrispondente RSI negli Stati Uniti Andrea Vosti a SEIDISERA.

L'arrivo del primo ministro israeliano alla Casa Bianca

L'arrivo del primo ministro israeliano alla Casa Bianca

  • Keystone

“Israele osserva con un certo nervosismo le mosse della Casa Bianca, visto che le priorità dei due alleati non sono sempre perfettamente sincronizzate” afferma Vosti, spiegando che Trump vuole in primo luogo lo stop totale all’arricchimento dell’uranio da parte di Teheran, mentre Netanyahu preme affinché i negoziati includano anche la questione dei missili balistici, “missili capaci di colpire il territorio israeliano”. Vosti ritiene tuttavia che “non dobbiamo aspettarci da questo incontro annunci significativi”.

Ma è possibile decifrare quali siano le vere intenzioni di Trump? Vosti ricorda che da una parte Trump ha dato luce verde alla riapertura di negoziati indiretti con l’Iran, “cosa che non succedeva dalla scorsa primavera”. Dall’altra, “il presidente statunitense ha aumentato di parecchio la presenza militare in Medio Oriente e starebbe valutando l’invio di una seconda portaerei nella regione”.

Il presidente iraniano: “Un muro di sfiducia creato dall’Occidente e dagli Stati Uniti”

“Siamo alla ricerca di diplomazia e colloqui con il mondo sulla base delle nostre linee rosse. Non ci piegheremo all’ingiustizia e alla coercizione”. È quanto ha dichiarato mercoledì il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, sottolineando che “non cerchiamo le armi nucleari e siamo pronti alla verifica delle nostre attività, tuttavia il grande muro di sfiducia creato dall’Occidente e dagli Stati Uniti, insieme alle eccessive richieste degli americani, rappresentano ostacoli ai negoziati”.

Israele e la Cisgiordania

Di recente il governo israeliano ha inoltre annunciato nuove misure unilaterali per estendere il controllo dello Stato ebraico sulla Cisgiordania. Una stretta che ha preceduto di pochi giorni la visita di Netanyahu alla Casa Bianca.

Secondo Vosti non si tratterebbe di una coincidenza: “Il sospetto è che queste misure siano state calibrate proprio sulla visita del premier israeliano. La situazione in Cisgiordania, ma anche a Gaza, rappresenta infatti uno dei principali punti di frizione tra i due alleati. Israele nell’ultimo anno ha accelerato l’espansione dei suoi insediamenti, mentre Donald Trump ha ribadito ancora ieri di essere contrario a un’annessione di fatto della Cisgiordania, poiché ritiene che la sua stabilità sia un tassello fondamentale per i sui piani di pace a Gaza”.

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