Il 31enne insegnante californiano che sabato ha sparato all’interno dell’hotel Hilton di Washington, a pochi metri dalla sala in cui era in corso la cena con Donald Trump, il suo vice JD Vance e i corrispondenti accreditati alla Casa Bianca, deve comparire per la prima volta davanti a un giudice lunedì. Cole Allen, questo il suo nome, secondo il ministro della giustizia ad interim Todd Blanche intendeva colpire funzionari dell’amministrazione ed è accusato al momento di aggressione a un agente federale e di uso di arma da fuoco per commettere un crimine violento.
L’uomo, che non è rimasto ferito durante l’arresto, prima di passare all’azione aveva inviato un messaggio alla famiglia, una sorta di manifesto contro il presidente in cui si autodefiniva “un assassino federale amichevole”.
Lacune nel dispositivo di sicurezza
Nonostante alcuni “veterani” dell’evento mondano affermino che le misure di sicurezza erano più rigide degli scorsi anni, la polemica negli Stati Uniti si concentra proprio sulle lacune del dispositivo, come riferisce il Wall Street Journal. Un dispositivo “pensato per fermare un esercito”, e in particolare i manifestanti all’esterno, secondo un ex funzionario dell’FBI, ma eluso da Allen semplicemente prenotando una stanza nell’albergo e registrandosi il giorno prima, dopo aver viaggiato in treno da Los Angeles a Washington passando per Chicago. Gli stessi ospiti, scrive il giornale, si muovevano liberamente ai piani inferiori e dovevano superare il metal detector solo per accedere alla sala da ballo dove si teneva la cena.
Un protocollo, rileva ancora il quotidiano, meno stretto di quello di tanti concerti o eventi sportivi. Un’altra fonte ha aggiunto che, secondo quanto riferito, alla cena era stato assegnato un livello di sicurezza inferiore rispetto a quello previsto per eventi di rilevanza nazionale o internazionale, come l’insediamento presidenziale o il discorso sullo Stato dell’Unione. Secondo funzionari della sicurezza, tuttavia, rilevano che il fallimento di Allen, fermato al momento dei controlli, prova che il piano predisposto era efficace.
Il Washington Hilton, tra l’altro, è lo stesso albergo dove Ronald Reagan venne ferito in un attentato 45 anni fa. Donald Trump era stato a sua volta preso di mira durante la campagna presidenziale e in particolare nell’estate del 2024, quando a Butler in Pennsylvania uno sparatore lo ferì leggermente all’orecchio.
L’ambasciatore svizzero Ralf Heckner è stato testimone diretto del tentativo di attacco durante la cena di gala dei giornalisti a Washington. “Sono rimasto calmo”, racconta in un’intervista concessa a CH Media, precisando di aver avuto “la sensazione che la situazione fosse rapidamente sotto controllo. Ma molte persone erano molto preoccupate.”

USA: sparatoria alla cena con la stampa, Trump illeso
Telegiornale 26.04.2026, 20:00







