Sei miliardi di dollari di averi iraniani scongelati e scambio reciproco di cinque prigionieri. È l’accordo raggiunto da Stati Uniti e Iran, che permette il rilascio oggi, lunedì, di cinque cittadini statunitensi; si tratta di Siamak Namazi, Emad Sharghi, Morad Tahbaz, accusati di spionaggio, e di uno scienziato e un imprenditore, i cui nomi non sono stati diffusi.
Per quanto riguarda i detenuti iraniani, due torneranno in patria, uno raggiungerà la propria famiglia in un Paese terzo e gli altri due rimarranno negli Stati Uniti. Tra loro figurano Reza Sarhangpur et Kambiz Attar Kashan, entrambi accusati di aver eluso le sanzioni americane.
Lo scambio di prigionieri tra Stati Uniti e Iran non cambia il rapporto con il regime di Teheran, hanno sottolineato alti funzionari dell’amministrazione statunitense, che hanno annunciato l’imposizione di nuove sanzioni contro il regime di Teheran.
Il ruolo della Svizzera
I soldi, indicano fonti, sono passati dalla Svizzera e sono stati convogliati in Qatar. Erano congelati in Corea del Sud. La Confederazione è stata coinvolta nelle trattative, in quanto rappresentante degli interessi statunitensi in Iran dal 1979, quando Washington e Teheran hanno rotto le relazioni bilaterali. Inoltre, scrive la Reuters, l’ambasciatore elvetico ha accompagnato in aereo a Doha gli statunitensi liberati.
Il ruolo elvetico è stato riconosciuto esplicitamente anche dal segretario di Stato Antony Blinken, che in un comunicato ringrazia Berna e il consigliere federale Ignazio Cassis per il suo personale impegno. Concetti poi ribaditi anche dal presidente degli Stati Uniti, Joe Biden.
Dal Notiziario delle 02.00 del 12.09.23
RSI Info 12.09.2023, 08:01
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