L’ultimo rapporto dell’ONU sulla situazione dei diritti umani in Ucraina segnala “un allarmante deterioramento della situazione nell’est del paese”, nonché una situazione di emergenza dei tatari in Crimea, che si trovano ad affrontare discriminazioni di vario tipo.
Il documento cita pure casi di uccisioni mirate e altri reati contro l’integrità delle persone, per lo più svolte da gruppi filorussi. Il rapporto evoca pure un aumento dei rapimenti e delle detenzioni illegali di giornalisti, militanti, uomini politici locali rappresentanti di organizzazioni internazionali e militari sempre nella parte orientale del paese.
Nel contempo, si rilevano casi in cui il servizio di sicurezza nazionale e l'esercito ucraino sono stati accusati di aver ucciso individui e di essere responsabile di sparizioni forzate.
Il Ministero degli esteri russo ha dal canto suo dichiarato che il rapporto manca di obiettività. “Non c’è alcun dubbio che chi lo ha redatto ha eseguito l’ordine politico di ripulire le autoproclamate autorità di Kiev”, ha riferito il portavoce della diplomazia russa.
ATS/LudoC.





