Almeno una dozzina di morti accertati, numerosi feriti, due elicotteri abbattuti: è il bollettino provvisorio della giornata di guerra civile combattuta nel russofono sud-est ucraino, dove Kiev ha rilanciato la sua offensiva militare a Sloviansk, roccaforte della rivolta separatista filorussa.
Il blitz dell'esercito ucraino rischia di essere il colpo di grazia agli accordi di Ginevra, secondo Mosca, che ha chiesto un intervento dell'OSCE e una riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell'ONU contro quella che considera una “operazione punitiva” rilanciando anche l'ultimatum sul gas a Kiev per la fine di maggio.
Per il presidente ucraino ad interim, Oleksandr Turcinov, che giovedì ha reintrodotto la leva obbligatoria per fronteggiare la crisi, le forze filorusse a Slaviansk hanno “subito perdite considerevoli, con molti morti e feriti”, ma i loro portavoce forniscono un bilancio di soli cinque morti: tre delle forze di autodifesa e due civili.
Red.MM/ATS/Swing
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Tensioni e morti anche a Odessa
Duri scontri anche a sud, a Odessa, dove la polizia non è riuscita ad evitare il peggio tra alcune centinaia di filorussi e 1'500 manifestanti a favore dell'unità ucraina: 38 persone sono morte nell'incendio dell'edificio della Casa dei sindacati, molti i feriti al termine di una guerriglia urbana con bastoni, pietre e molotov che continua ora con la "caccia" agli anti Maidan. Difficile tenere, in questa situazione, sia i referendum separatisti indetti nei prossimi giorni sia le presidenziali con cui Kiev vorrebbe legittimare il Maidan.




