Tradizionale appuntamento politico martedì negli Stati Uniti con il cosiddetto Discorso sullo stato dell’Unione, in cui il presidente americano si esprime davanti al Congresso. Per Donald Trump sarà la prima volta da quando è alla Casa Bianca. I democratici risponderanno poi con un loro discorso, affidato ogni anno a un politico diverso. Questa volta toccherà al giovane deputato Joe Kennedy III.
Un nome, una dinastia che abbracciano il passato della storia politica americana e forse, anche un po’ il futuro. Suo nonno era il ministro della giustizia e senatore Bob Kennedy, suo zio il presidente John Fitzgerald, suo padre fu a lungo deputato al Congresso. Lui, Joe Kennedy III, avvocato, 37 anni, originario del Massachusetts è uno dei volti nuovi del Partito democratico.
Siede alla Camera ormai dal 2013. Malgrado il cognome non è comunque ancora così conosciuto a livello nazionale. La replica al discorso di Trump sarà la sua prima vera grande occasione di visibilità nella platea politica americana.
I democratici lo hanno scelto proprio perché fa parte di questo leggendario clan politico, secondo la professoressa Barbara Perry, docente all’Università della Virginia e biografa dei Kennedy.
Affidare l’incarico a un giovane esponente del Partito equivale a offrirgli un’opportunità, ci spiega l’esperta, proprio come quando Barack Obama venne scelto nel 2004 per parlare alla Convention democratica.
Insomma un grande trampolino di lancio per l’ultimo dei Kennedy. Una sfida comunque impegnativa.
Replicare al discorso di Donald Trump comporta anche delle insidie. Col senno di poi, secondo Barbara Perry, una buona performance stasera (martedì) potrebbe segnare un passo decisivo per Joe Kennedy III. In caso di esito negativo invece, come accadde anche ad altri in passato pure sul fronte repubblicano, la fine della sua carriera politica a livello nazionale
Emiliano Bos, corrispondente radio a Washington
RG 12.30 del 30.01.2018 La corrispondenza di Emiliano Bos
RSI Info 30.01.2018, 15:07
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