"Vedo ancora quei camion che esplodono, scoppi, esplosioni, ragazzi gettati in aria, morti, feriti che urlano, non so quando mi usciranno dalla testa". Questa la testimonianza di una combattente sopravvissuta al massacro di Ilovàysk, raccolta da un collaboratore RSI (ascolta l’audio in fondo al testo).
Lì, alle porte di Donetsk, per diversi giorni un battaglione di volontari si è trovato accerchiato dai ribelli e abbandonato dall’esercito. I morti sono stati forse un centinaio, almeno una trentina i veicoli distrutti. "Ero ferita, le nostre munizioni erano quasi finite, eravamo sotto l’assedio dei carri armati, ci siamo arresti alle truppe russe dopo aver nascosto o distrutto le armi", racconta la donna.
"Il comandante del nostro battaglione ha fatto di tutto per salvarci, ferito, ha organizzato un corridoio per noi ma i comandanti dell’esercito hanno mandato tutto all’aria", completa un combattente, determinato a ottenere risposte da Kiev. Il corridoio umanitario di cui parla era stato concesso ai volontari dal presidente russo Putin, ma al momento del loro passaggio, erano stati colpiti da una pioggia di proiettili.
Red.MM/Radiogiornale
Le testimonianze raccolte da Taras Ratushnyy alle porte di Donetsk
RSI New Articles 09.09.2014, 17:17
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Il luogo del dramma





