Con l’inizio delle vacanze, il rischio di infestazione da cimici dei letti nelle nostre abitazioni aumenta. Questo parassita, il cui nome scientifico è Cimex lectularius, si introduce nelle nostre case soprattutto attraverso i bagagli. La loro proliferazione non è sinonimo di scarsa igiene, come spesso si ritiene erroneamente.
Ci si accorge della loro presenza quando si viene punti: le parti del corpo scoperte, come braccia, gambe, collo e viso sono le più colpite. Tuttavia, essendo animali notturni particolarmente elusivi, sono difficili da osservare durante il giorno. Si nascondono nelle piccole crepe dei muri, nelle cuciture dei materassi o nell’intelaiatura dei letti in legno.
Per lottare contro questo parassita invisibile esiste però un alleato inaspettato: il fiuto dei cani.

Una cimice dei letti: ai suoi lati si vedono due uova, mentre i chicchi di riso permettono di compararne le dimensioni
Un lavoro di precisione millimetrica
Elena Dall’Ara, istruttrice cinofila diplomata, ha ottenuto insieme al suo cane Nura la certificazione per la ricerca delle cimici del letto, un titolo che viene rinnovato annualmente. “La certificazione è una garanzia che rimaniamo sempre in allenamento”, spiega ai microfoni di Millevoci, a Rete Uno.
L’addestramento è estremamente complesso. Il cane deve riconoscere l’odore delle cimici quando sono tranquille, non solo quando rilasciano feromoni da stress. “Una cimice tranquilla non ha praticamente odore. Il cane deve essere proprio vicino con il naso”, sottolinea l’istruttrice. “Se si trova a 50 centimetri e la cimice è tranquilla, diventa molto difficile”.
In foto: Elena Dall’Ara con Nura, dal profilo Instagram dell’istruttrice
Nura è addestrata a rilevare anche una o due cimici, idealmente quando l’infestazione è ancora agli inizi. “Quando si comincia ad avere strane punture, è utile chiamare il cane”, ha precisato Elena Dall’Ara. Un servizio sempre più richiesto è il controllo delle valigie al ritorno dalle vacanze, prima di portarle in casa.
Insetti resistenti e insidiosi
Lucia Pollini, entomologa del Museo di Storia Naturale di Lugano, illustra così ai microfoni di Rete Uno le caratteristiche di questi parassiti: “Sono delle cimici con apparato boccale succhiatore. Non hanno ali, quindi si spostano solo se trasportate da noi o con le loro zampette”.
Una femmina può deporre fino a 300-400 uova nella sua vita. “Da questa esce una piccola larva, chiamata ninfa, che deve passare cinque stadi per diventare adulto. A ogni stadio deve fare un pasto di sangue”, aggiunge l’esperta. Ecco spiegato perché le camere da letto offrono un habitat ideale: la presenza dell’essere umano in un ambiente caldo è garanzia di un banchetto assicurato.
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Servizi 12.01.2014, 01:00
La vera difficoltà nell’eliminarle risiede nella loro straordinaria resistenza. “Possono vivere fino a un anno e mezzo senza mangiare”, rivela Lucia Pollini. “È capitato di una persona che mi ha detto di essere stata morsa nella sua baita dopo più di un anno che non ci andava. Sono affamate, quindi appena si va a dormire ci pungono”.
Una nota positiva: le cimici del letto non trasmettono malattie. “Non sono come le zanzare. Però si possono avere reazioni abbastanza forti. Può creare problemi fisici e a volte anche psicologici da forte stress”.

Le cimici da letto, stress da gestire
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Il fai da te non funziona
L’entomologa è categorica sulla necessità di rivolgersi a professionisti: “Il fai da te non funziona. Bisogna affidarsi a esperti della disinfestazione”. Elena Dall’Ara, da parte sua, conferma: “Non c’è niente di casalingo che può debellare la cimice. In ogni caso occorre contattare un disinfestatore”.
La vera efficacia nella lotta alle cimici si ottiene combinando il fiuto del cane con l’intervento professionale. Il cane individua il problema, il disinfestatore lo risolve. “In Svizzera interna ho tantissimi colleghi che lavorano sempre in collaborazione con i disinfestatori”, aggiunge Elena Dall’Ara.
Il cane viene chiamato anche dopo la disinfestazione per verificare che tutto sia stato debellato. “Devo dare al cane vasetti con le pelli delle mute o gli escrementi separatamente, per dirgli che quelli non deve segnalarli. Dopo l’intervento del disinfestatore, il cane deve essere in grado di segnalare se ci sono ancora cimici vive”.
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