Natura e Animali

Contrabbando di animali: una minaccia per biodiversità e salute globale

Il mercato clandestino di animali riguarda migliaia di specie diverse, danneggia i fragili equilibri ecologici ed è in costante crescita anche a causa dei social media

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Di: Red. giardino di Albert/Christian Bernasconi  

Il contrabbando di animali è uno dei mercati criminali più vasti e redditizi al mondo. Secondo le stime, il traffico illegale di fauna selvatica genera ogni anno tra i 7 e i 23 miliardi di dollari, collocandosi tra i principali business della criminalità globale. Un fenomeno che coinvolge reti transnazionali, mercati online e filiere clandestine sempre più sofisticate.

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Dal bradipo all’anguilla

Il giardino di Albert 07.03.2026, 18:00

  • iStock
  • Alessandra Bonzi

Il traffico di fauna selvatica - tema trattato recentemente dal Giardino di Albert - è spesso strettamente connesso con altre attività criminali. Secondo gli esperti della Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (CITES), le stesse reti che trafficano animali sono frequentemente coinvolte anche nel commercio di droga o armi, sfruttando le medesime rotte e infrastrutture clandestine. Un’istruttiva panoramica del fenomeno si trova nel libro Trafficanti di natura, scritto dal giornalista scientifico Rudi Bressa.

Il commercio illecito non riguarda solo le specie più iconiche come rinoceronti, tigri ed elefanti, ma migliaia di altre specie animali: bradipi, anguille, ragni, formiche e uccelli esotici, come quelli sequestrati alla dogana svizzera e ora custoditi presso il Bioparc di Ginevra.

Le modalità di contrabbando sono estremamente varie. In molti casi gli animali sono catturati direttamente nei loro habitat naturali, trasportati illegalmente oltre confine e poi immessi nei mercati internazionali. Altre volte il traffico passa attraverso piattaforme online, spedizioni postali o fiere specializzate. Molti esemplari vengono trasportati in condizioni estremamente precarie, con un tasso di mortalità elevato prima ancora di arrivare a destinazione. Gli animali che sopravvivono finiscono spesso nel mercato degli animali esotici o nella produzione di oggetti e prodotti derivati.

Gli esemplari catturati, o parti di essi, sono utilizzati per scopi molto diversi: diventano animali di compagnia, sono trasformati in souvenirs o oggetti di collezione, spacciati come rimedi miracolosi nella medicina tradizionale, o preparati per la gastronomia.

La domanda a livello mondiale è purtroppo in costante crescita e alimenta una filiera clandestina globale che tocca tutti i continenti. E ad amplificare il fenomeno c’è il ruolo crescente del commercio online: social network, piattaforme di annunci e marketplace digitali sono diventati canali sempre più utilizzati per vendere specie protette o animali provenienti da catture illegali.

I Social media amplificano notevolmente questa tendenza, perché video e immagini di animali “carini” o particolari diventano velocemente virali sul web, spingendo altre persone a scattare l’imperdibile fotografia con il bradipo o a desiderare a tutti costi un nuovo animale di compagnia esotico, semplicemente perché ritenuto alla moda.

Le ricerche sottolineano che il traffico di specie selvatiche rappresenta una delle principali minacce alla biodiversità globale. Se al contrabbando di specie animali, aggiungiamo anche quello di specie vegetali, il fenomeno assume un’ampiezza ancora maggiore e preoccupante, come indicato nel recente report del WWF “Crimini di Natura”. La rimozione massiccia di animali e piante dagli ecosistemi altera le catene alimentari e può compromettere interi ambienti. Non a caso, dopo la distruzione degli habitat, il commercio illegale è considerato la seconda causa diretta di estinzione di specie viventi.

Non solo: la movimentazione illegale di animali aumenta anche il rischio di diffusione di zoonosi, malattie che possono passare dagli animali all’uomo. Gli animali, spesso trasportati in condizioni precarie, sono importati illegalmente senza alcun controllo sanitario. Questo aspetto è diventato particolarmente rilevante negli ultimi anni, quando il legame tra commercio di fauna selvatica e salute globale è entrato con forza nel dibattito scientifico.

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Trafficanti di natura

Il giardino di Albert 17.06.2023, 18:00

  • Keystone

Fermare il contrabbando richiede strategie multilivello: normative internazionali più efficaci, cooperazione tra Paesi, controlli più rigidi sulle piattaforme digitali e campagne di sensibilizzazione rivolte ai consumatori. La domanda globale di animali esotici e prodotti derivati resta il motore principale del traffico. Ridurla significa agire sulle scelte di consumo, oltre che sulle attività criminali.

In un mondo interconnesso, il contrabbando di animali non riguarda solo la conservazione della biodiversità: è una questione che coinvolge sicurezza, economia e salute pubblica. Comprendere le dinamiche del fenomeno è il primo passo per limitarne gli effetti e proteggere gli ecosistemi del pianeta.

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