Gli animalisti sono sul piede guerra dopo la morte di Auberta, orsacchiotta diventata il simbolo della sopravvivenza della sua specie nei Pirenei.
Separata dalla madre, la piccola di 10 mesi era stata scoperta in aprile nel villaggio di Aubert, da cui ha preso il nome, ed era poi stata collocata in un recinto di 5'000 metri quadrati nella natura, dove avrebbe dovuto abituarsi alla vita selvaggia. Nei prossimi mesi avrebbe dovuto raggiungere i suoi simili sui Pirenei.
La morte è dovuta alla riapertura di una cicatrice sull’addome, dove le era stato impiantata una trasmittente per seguirne i movimenti una volta tornata in libertà. Alcune associazioni animaliste hanno denunciato pubblicamente una negligenza veterinaria, affermando che la cicatrice era stata ricucita male. Un’accusa respinta dalle autorità che ipotizzano di sporgere denuncia per diffamazione.
AFP/ANSA/sf





