La Commissione federale d’etica per la biotecnologia nel settore non umano (CENU) ha affermato che non si può escludere che certe specie di pesci siano dotate di sensibilità e quindi suscettibili di sentire il dolore. L’organo si occupa da anni della questione e ieri, lunedì, ha presentato le sue conclusioni.
Con il tempo, è stato spiegato, è cambiata notevolmente l’immagine che si aveva di questi animali: prima considerati delle macchine che reagiscono agli stimoli, ora esseri "senzienti". Il loro comportamento è flessibile, viene sottolineato, hanno buona memoria, imparano e cooperano.
Per questi motivi la CENU ha invitato a trattarli "con attenzione e rispetto" specialmente nei metodi di stordimento e di uccisione, ma anche nella detenzione (piscicoltura) e nei progetti di ricerca.
ATS/AlesS





