Il governatore californiano Jerry Brown ha firmato un altro importante documento dopo quello che rendeva il suo Stato un “santuario” per i migranti. Il 77enne esponente democratico, già procuratore generale della California, ha infatti siglato un decreto con il quale dal 1° gennaio 2019 nei negozi di animali si potranno vendere soltanto gatti, conigli, cani e altri amici non umani provenienti da rifugi (gattili, canili), centri di recupero, cliniche veterinarie.
Brown vuole infatti combattere il fenomeno dei “puppy mills”, ossia gli allevamenti trasformati in "fabbriche" di animali destinati al commercio, spesso allevati in condizioni indegne. Gli esercenti che non si adegueranno si vedranno appioppare una sanzione da 500 dollari e oltre, mentre le persone che vorranno specifiche razze potranno acquistare un cucciolo presso allevatori privati ma non più in negozio.
La legge vuole porre fine al fenomeno, indegno, delle "puppy mills"
Gli enti animalisti locali sostengono con forza tale scelta, nel solco di quanto segnala una nota informativa sulla legge, secondo la quale “i negozi di animali sono un passo indietro rispetto all’allevamento delle bestiole che vendono”.
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