Da oltre un milione di anni il fuoco accompagna l’umanità. Ci ha permesso di cuocere il cibo, di scaldarci, di prolungare le attività nelle ore notturne. Ma potrebbe aver lasciato tracce anche nel nostro corpo.
Secondo un recente studio pubblicato da BioEssays, l’esposizione al fuoco nel corso della storia evolutiva potrebbe aver influenzato il modo in cui il nostro organismo reagisce alle ustioni. L’ipotesi è che la convivenza con le fiamme abbia favorito, nel tempo, alcune varianti genetiche capaci di migliorare la risposta del corpo alle bruciature. I ricercatori chiamano questo possibile processo evolutivo “burn selection”.

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Una nuova ipotesi evolutiva
Matteo Fumagalli, ingegnere biomedico e docente in genetica presso l’università Queen Mary di Londra, è tra gli autori dello studio. È lui a spiegarci questo processo: “Il concetto di burn selection è la nuova ipotesi evolutiva che abbiamo proposto in questo studio. L’idea di base è che la nostra specie, Homo Sapiens Sapiens, ha convissuto con l’uso del fuoco e quindi con l’esposizione ad alte temperature per più di un milione di anni. Durante tutto questo periodo i nostri antenati hanno quindi dovuto adattarsi al rischio di essere esposti al calore e, di conseguenza, a bruciature ed ustioni più o meno gravi.”
Secondo questa ipotesi, se l’essere umano si è davvero adattato a questa nuova condizione ambientale, nel genoma dovrebbero essere visibili segnali di selezione naturale.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/scienza-e-tecnologia/La-nascita-del-fuoco-una-scoperta-ne-riscrive-la-storia--3360638.html
Per verificarlo, i ricercatori hanno analizzato dati genetici di diverse popolazioni umane e li hanno confrontati con quelli di altre specie, concentrandosi su diversi geni coinvolti nella risposta alle ustioni. Il risultato è stato un chiaro segnale di adattamento evolutivo.
Il docente precisa: “Nella collezione di geni biologicamente coinvolti nella risposta alle ustioni che abbiamo testato, osserviamo un arricchimento di segnali adattativi. Nello specifico, più del doppio dei geni analizzati risulta potenzialmente sotto selezione naturale nell’uomo, rispetto a valori che ci aspetteremmo considerando i geni di controllo. L’osservazione principale, quindi, è che in questa collezione di geni coinvolti nella risposta alle ustioni sia presente un arricchimento di segnali di selezione.”
Molti di questi geni sono legati alla risposta immunitaria e ai meccanismi che permettono al corpo di riparare i tessuti e difendersi dalle infezioni dopo una bruciatura.
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Il fuoco e il suo costo evolutivo
Ma, come spesso accade nell’evoluzione, gli adattamenti possono avere anche un lato meno vantaggioso.
“Un’ipotesi è che la risposta infiammatoria adattativa a bruciature modeste, che è quella che osserviamo in questo studio, possa in realtà diventare mal adattativa. Nel caso di ustioni più gravi, infatti, questa risposta potrebbe risultare eccessiva e portare quindi a infiammazioni più intense”, spiega l’ingegnere.
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RSI Info 02.01.2026, 07:30
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Cosa raccontano oggi i nostri geni
I segnali genetici osservati nello studio non raccontano ciò che sta accadendo oggi, ma ciò che è successo molto tempo fa nella storia della nostra specie, come sottolinea Fumagalli: “Quello che osserviamo nei genomi moderni come segnale di selezione, in realtà riflette quello che è successo centinaia di migliaia di anni fa”.
Studiare questi segnali può essere utile anche oggi. Secondo i ricercatori, l’approccio evolutivo può aiutare a identificare varianti genetiche realmente funzionali e quindi individuare nuovi geni coinvolti nella risposta alle ustioni, che in futuro potrebbero diventare oggetto di studi clinici.
Il fuoco ha trasformato la vita degli esseri umani e ha permesso alla nostra specie di sviluppare nuove tecnologie e nuovi modi di vivere. Questa ricerca suggerisce che la sua influenza potrebbe essere stata ancora più profonda. Non solo culturale. Anche biologica. Dopo centinaia di migliaia di anni di convivenza con le fiamme, una parte di quella storia potrebbe essere ancora scritta nei nostri geni.
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