L’utero è uno degli ambienti più misteriosi e inaccessibili della Terra. Per alcuni, è persino più sconosciuto della superficie di Marte. Il motivo è presto detto: per la scienza è impossibile penetrarvi senza comprometterlo. Ciò che sappiamo è che il feto non è affatto un organismo passivo: è invece un esploratore attivo e curioso che costruisce un bagaglio di strumenti fondamentali per affrontare la vita fuori dalla pancia.
Laila Craighero, professoressa di psicobiologia all’Università di Ferrara, ha approfondito il tema nel suo saggio “Imparare prima di nascere”, edito da Il Mulino. Un percorso raccontato di recente ai microfoni di Manuela Bieri nella serie radiofonica Ciclostilabili, diffusa da Rete Uno e riascoltabile in podcast.
Feto astronauta
Le nostre origini con occhi nuovi, unendo ricerca scientifica e curiosità
Contenuto audio
L’ambiente uterino (1./5)
Ciclostilabili 09.03.2026, 15:30
Gli sviluppi dei primi sensi (2./5)
Ciclostilabili 10.03.2026, 15:30
L’udito fetale (3./5)
Ciclostilabili 11.03.2026, 15:30
Il ruolo del movimento fetale nell’apprendimento prenatale (4./5)
Ciclostilabili 12.03.2026, 15:30
Nascita: Il primo grande impatto sensoriale (5./5)
Ciclostilabili 13.03.2026, 15:30
Il ruolo cruciale del movimento
Il feto compie un viaggio lungo nove mesi, in un apprendistato che lo avvicina alla scoperta del mondo e dove il movimento gioca un ruolo cruciale. Fino alla 22esima settimana di gestazione, i feti galleggiano e fanno capriole. “Niente è mai privo di senso in natura”, afferma la studiosa. “Questi movimenti permettono di raccogliere informazioni perché se tu sei fermo immobile non puoi raccogliere nessuna informazione. Facendo queste capriole il feto tocca parti diverse dell’ambiente uterino, tocca il proprio corpo, il cordone ombelicale o va a sbattere contro la parete uterina”. L’ipotesi è che questi movimenti sviluppino l’idea che può accadere qualcosa e che certi movimenti portino a determinate conseguenze sensoriali.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Ecco-le-nuove-sale-parto-dell%E2%80%99Ospedale-Civico--3570567.html
Lo sviluppo sensoriale: una sequenza precisa
Oggi sappiamo che lo sviluppo sensoriale segue un ordine preciso, uguale in tutti i mammiferi e negli uccelli. “Prima si sviluppa il tatto, poi il sistema vestibolare che ci dice la rotazione della nostra testa o se ci stiamo spostando in avanti o indietro, poi il gusto e l’olfatto, poi l’udito e infine la vista”, precisa la professoressa.
Un aspetto fondamentale è che l’ambiente uterino filtra le informazioni provenienti dall’esterno. Tutti gli organi, il liquido, i tessuti della madre, lo stato di grasso filtrano le informazioni che arrivano dall’esterno e questo filtrare sembra essere fondamentale per lo sviluppo del sistema nervoso.
Gusto e olfatto: i primi sapori
Anche gusto e olfatto si sviluppano precocemente. Uno studio del 1995 ha dimostrato che le molecole odorose come l’aglio passano nel liquido amniotico. “Alle mamme che dovevano fare l’amniocentesi è stato chiesto di ingerire delle pastiglie con aglio o senza aglio. Il liquido amniotico prelevato è stato fatto annusare a degli adulti, che dovevano dire se sapeva di aglio o meno”, ha spiegato Craighero. L’esperimento ha confermato il passaggio delle molecole odorose nel liquido amniotico.
Ricerche più recenti del 2022 hanno mostrato risultati sorprendenti. “Le facce dei feti, quando le mamme mangiavano carote, diventavano più sorridenti, mentre quelle che mangiavano cavoli facevano faccine disgustate”, racconta la studiosa. Secondo l’esperta, esiste un ricordo evolutivo: i cibi dolci forniscono molte calorie e quando vengono ingeriti in quantità gli zigomi si sollevano. Al contrario, chi incontrava un cibo amaro cominciava subito a sputarlo con una faccia disgustata.

L'ecografia è il metodo meno invasivo per osservare il feto
L’udito: un mondo di suoni filtrati
Per quanto riguarda l’udito, in utero c’è molto rumore: il battito cardiaco della madre, i movimenti intestinali, il respiro e il flusso di sangue lungo il cordone ombelicale. “I suoni esterni devono competere con questi suoni interni”, spiega la professoressa. “I suoni che provengono dall’esterno vengono filtrati molto, soprattutto alle alte frequenze, cioè ai suoni più acuti. I suoni più bassi vengono filtrati di meno”.
Studi condotti su pecore gravide, che hanno un ambiente intrauterino simile a quello umano, hanno dimostrato che gli adulti erano in grado di identificare la prosodia, cioè la modulazione del linguaggio. “I feti oltre le 36 settimane di gestazione riuscivano a differenziare il volume del suono esterno, riconoscevano i suoni più gravi dai suoni più acuti e potevano riconoscere un violino da un pianoforte”, afferma Craighero.
I superpoteri della musica
Il giardino di Albert 26.03.2023, 18:05
La nascita: il più grande cambiamento
La nascita rappresenta un cambiamento radicale. “Sono certa che sia l’evento più traumatico di tutta la nostra vita”, dichiara la professoressa. Il neonato passa da un ambiente filtrato e ovattato a uno in cui viene “improvvisamente colpito da tutte le energie fisiche presenti, non più filtrate da tessuti e liquidi. Ci sono le onde sonore, le radiazioni elettromagnetiche che sono la luce, gli stimoli meccanici, termici, chimici, la piena forza di gravità”.
Fortunatamente, i neonati nascono miopi, vedono solo a 30-35 centimetri di distanza e percepiscono pochissimi colori. All’inizio i sensi sembra siano indifferenziati: “Se tu presenti a un neonato di due giorni delle luci e dei suoni, il neonato non è in grado di riconoscere una luce da un suono se hanno la stessa intensità”. Inizia qui, dopo un lungo apprendistato di nove mesi, il lavoro più duro: l’avvicinamento al mondo esterno, un universo tutto da scoprire.








