Ce ne siamo accorti: nelle scorse settimane i sintomi tipici dei virus respiratori invernali sono tornati tra noi. Che sia in ufficio, sui mezzi pubblici o per strada, starnuti e colpi di tosse scandiscono le nostre giornate. Ma di che virus si tratta esattamente? E come comportarsi quando si è costretti a casa con sintomi? A La consulenza il dottor Christian Garzoni, specialista in medicina interna e malattie infettive, ha risposto alle domande più frequenti.
Influenza e altri virus invernali: prevenzione, cure e rimedi
La consulenza 28.11.2025, 13:00
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Influenza o raffreddore?
Il raffreddore è causato da più di 200 tipi di virus, come i rhinovirus, mentre l’influenza stagionale è provocata dai virus influenzali di tipo A o B, che durante l’estate europea circolano nell’emisfero sud, quindi in Australia, per poi raggiungere anche il nostro continente. Se avete sperimentato sintomi influenzali nelle scorse settimane con buona probabilità si è trattato di raffreddore o, con sintomi più severi, di Covid-19, come ci spiega il dottor Garzoni: “C’è ancora poco virus dell’influenza vera e propria, che di solito arriva più tardi con picco verso Natale. Abbiamo avuto un autunno con circolazione di Covid-19 e ora ci sono soprattutto virus più leggeri che causano raffreddori e mal di gola.”
In generale, per i pazienti è difficile a distinguere un raffreddore dall’influenza. Diverso il discorso quando siamo di fronte a un’infezione batterica: “In generale, se sono colpite più parti delle vie aeree (naso, gola, tosse) si tratta probabilmente di un virus. Le infezioni batteriche invece tendono a localizzarsi in un solo punto”, precisa Garzoni, ricordando che in caso di infezione virale gli antibiotici non hanno alcuna utilità.
“La cura migliore è la pazienza”
Per le persone sane, Garzoni consiglia di aspettare che l’infezione faccia il suo corso. “Dopo 3-5 giorni di solito passa”, spiega. In genere, i farmaci non influiscono sulla guarigione, ma aiutano a controllare il fastidio dei sintomi. “Il nostro corpo guarisce da solo grazie alla reazione del sistema immunitario”. A oggi, non esiste una terapia per bloccare uno stato influenzale: negli Stati Uniti un antivirale ha dimostrato di ridurre i sintomi di circa 12 ore, “una durata non rilevante”, precisa Garzoni. In genere, quindi, correre dal medico serve a poco.
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Più attenzione serve invece per anziani e persone fragili: “Se hanno febbre e non si capisce perché, un controllo in più non guasta mai.” Ad ogni modo, il virus dell’influenza non va sottovalutato: il rischio di sviluppare gravi complicazioni è nettamente più elevato nelle donne incinte, nei bambini nati prematuri, nelle persone affette da determinate malattie croniche e nelle persone anziane. “Ogni anno in Svizzera ci sono dai 1’000 ai 2’000 morti legati direttamente o indirettamente al virus dell’influenza”, precisa Garzoni.
È possibile prevenire?
Secondo Christian Garzoni, non esistono rimedi miracolosi per non ammalarsi: “La vitamina C in grandi dosi non serve, mentre rimedi naturali come l’echinacea possono ridurre effettivamente la durata dei sintomi”, spiega. L’attività fisica regolare è la migliore prevenzione.
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Il dottor Garzoni ricorda infine che “è ancora possibile vaccinarsi contro l’influenza, non è troppo tardi”. Un consiglio importante per proteggere sé stessi e gli altri in vista delle festività natalizie.
Informazioni utili sull’influenza stagionale e vaccinazioni si possono trovare sul sito dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP).





