Le carote sono tra gli ortaggi più consumati e conosciuti al mondo, ma il loro caratteristico colore arancione non è sempre stato tale. Dietro questa tonalità vivace si nascondono scienza, storia e persino qualche leggenda interessante.

Il segreto del colore arancione
Il colore arancione delle carote è dovuto al beta-carotene, un pigmento naturale appartenente alla famiglia dei carotenoidi. Questo composto vegetale è responsabile delle tonalità giallo-arancioni ed è un precursore della vitamina A. Il nostro corpo può dunque usare il beta-carotene per produrre vitamina A quando necessario.
Il beta-carotene svolge diverse funzioni: contribuisce alla salute della vista (soprattutto in caso di carenza di vitamina A), sostiene il sistema immunitario e ha un’azione antiossidante utile contro lo stress ossidativo delle cellule.
Inoltre, un’alimentazione ricca di carotenoidi può rafforzare le difese naturali della pelle contro i danni dei raggi UV, anche se questo effetto è limitato e non sostituisce la protezione solare.
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Le carote non sono sempre state arancioni
Contrariamente a quanto si pensa, le prime carote erano molto diverse da quelle attuali. Le varietà più antiche, coltivate in Asia centrale (probabilmente nell’attuale Afghanistan), erano viola, porpora, gialle e bianche. Le carote viola, ad esempio, devono il loro colore agli antociani, potenti antiossidanti naturali.
L’attuale carota arancione si è diffusa in Europa tra il XVI e il XVII secolo, in particolare nei Paesi Bassi. Nel corso dei secoli, gli agricoltori hanno selezionato varietà più dolci, più produttive e più ricche di beta-carotene. Il risultato è la carota che conosciamo oggi: gradevole al gusto e più uniforme nell’aspetto.

La lunga gialla del Doubs, una varietà di carota svizzera da riscoprire
Leggenda olandese e antiche varietà
Si racconta spesso che le carote arancioni siano nate come omaggio a Guglielmo d’Orange, simbolo nazionale olandese. In realtà, gli storici considerano questa versione più una leggenda che un fatto documentato. La diffusione della carota arancione è probabilmente dovuta alla selezione agricola e alle preferenze del mercato di allora.
Oltre alla classica carota arancione, esistono varietà bianche, gialle, viola, rosse e quasi nere. Ma anche varietà lunghe o tozze, precoci o tardive, ciascuna con caratteristiche agronomiche e gustative specifiche, frutto di secoli di selezione locale. La standardizzazione del mercato ha privilegiato poche varietà uniformi, ma oggi cresce l’interesse per il recupero della biodiversità orticola.
Organizzazioni come ProSpecieRara invitano attivamente a riscoprire e coltivare le antiche varietà. non solo per preservare un patrimonio genetico prezioso, ma anche per ritrovare sapori autentici e adattati ai diversi territori.
Consumare e valorizzare queste carote meno note significa riscoprire la diversità come valore, in campo e in cucina.









