Scienza e Tecnologia

Ritorno sulla Luna: ecco perché Artemis II è diversa da Apollo

L’attesa missione partirà alla volta della Luna mercoledì primo aprile, ma le novità rispetto ai programmi degli anni Sessanta e Settanta non sono solo tecnologiche

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L'equipaggio di Artemis II. Da sinistra: Christina Hammock Koch, Victor Glover, il canadese Jeremy Hansen e Reid Wiseman.

L'equipaggio di Artemis II. Da sinistra: Christina Hammock Koch, Victor Glover, il canadese Jeremy Hansen e Reid Wiseman.

  • NASA
Di: Red. giardino di Albert / Simone Pengue 

Se le condizioni lo permetteranno, il primo aprile 2026 partirà la missione Artemis II con quattro astronauti diretti verso la Luna. Non è previsto alcun atterraggio, ma l’equipaggio volerà attorno al nostro satellite fino a una distanza minima di alcune migliaia di chilometri dalla superficie.

È da oltre cinquant’anni che l’essere umano non si avvicina così tanto alla Luna, e la missione aprirà la strada al resto del programma Artemis, che proseguirà almeno fino alla fine del decennio con l’obiettivo di stabilire una presenza a lungo termine sul satellite, attraverso infrastrutture in loco, missioni frequenti e permanenze estese.

Viene spontaneo pensare al programma Apollo, che portò l’uomo sulla Luna nel 1969, ma le differenze, sia negli obiettivi sia nelle modalità, sono molte. 

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Tutto pronto per il ritorno dell'essere umano sulla luna

Ritorno sulla luna 

Modem 30.03.2026, 08:30

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Apollo vs Artemis: due obiettivi diversi

Il programma Apollo degli anni Sessanta e Settanta, che ha portato l’uomo a mettere piede sulla Luna, era orientato a brevi missioni esplorative sulla superficie lunare. Il suo scopo principale, come è noto, era vincere la corsa allo spazio contro l’Unione Sovietica. 

Oggi, la corsa è con la Cina, che conta di mandare delle persone sulla Luna entro il 2030. La spinta, però, è molto diversa e l’effetto sul budget è forte. La nota organizzazione senza scopo di lucro Planetary Society stima che il costo complessivo del programma Apollo fino al primo allunaggio è stato di circa 290 miliardi di dollari (corretti per l’inflazione), mentre Artemis prevede una spesa di circa 105 miliardi di dollari entro il primo allunaggio nel 2028. 

Inoltre, la missione degli anni Sessanta e Settanta poteva contare su oltre 34’000 effettivi, mentre Artemis si ferma a 14’000. Numeri che testimoniano il cambiamento dei tempi, ma che confermano l’intenzione di un programma a lungo termine economicamente sostenibile.  

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Destinazione luna (1/2)

Grandi Doc 08.01.2026, 20:40

Dal modulo lunare a sistemi riutilizzabili

Dal punto di vista tecnologico, Apollo ha portato allo sviluppo dei moduli lunari, cioè i veicoli destinati all’allunaggio e al trasporto dell’equipaggio sulla superficie, con permanenze limitate a due o tre giorni. 

Invece, per perseguire l’obiettivo a lungo termine che richiede anche sicurezza e comfort, il veicolo destinato all’allunaggio nel programma Artemis è significativamente più grande rispetto al modulo lunare Apollo. Si tratta di un sistema riutilizzabile sviluppato da SpaceX, l’azienda di Elon Musk con cui la NASA ha stipulato un contratto nel 2021. 

Il modulo sarà testato nella prossima missione, Artemis III ed effettivamente impiegato per la discesa sulla superficie lunare con il ritorno dell’uomo sul satellite nella missione Artemis IV, prevista per l’inizio del 2028. 

Artemis II sembra una ripetizione di Apollo, in realtà è la re-invenzione di tutta una catena tecnologica oggi non disponibile. L’innovazione vera sta dalla discesa dall’orbita fino alla permanenza di lungo periodo sulla superficie lunare.

Michèle Roberta Lavagna, Professoressa di Meccanica del Volo al Politecnico di Milano, ospite a Modem, Rete Uno

Verso una base lunare permanente

Il 24 marzo, la NASA ha ufficialmente annunciato i programmi a lungo termine per la costruzione di una base lunare con investimenti per 20 miliardi di dollari e l’invio di diversi robot. Il progetto comprende l’intenzione di sviluppare entro i prossimi anni anche un reattore nucleare da installare sulla Luna, con l’obiettivo di garantire una fonte energetica stabile, tema sul quale erano già uscite indiscrezioni.

Le infrastrutture iniziali includeranno sistemi di alimentazione, comunicazioni di superficie, veicoli e preparazione del suolo, oltre a una costellazione di satelliti per telecomunicazioni con la Terra e osservazioni spaziali.

Abbiamo due obiettivi completamente diversi: si passa dal portare una bandiera sulla Luna tornando a casa sani e salvi a imparare a vivere letteralmente su un altro mondo. 

Emilio Cozzi, giornalista e divulgatore, ospite a Modem, Rete Uno

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Space beyond

Grandi Doc 18.02.2026, 07:00

Comfort nello spazio

Durante la missione Artemis II verrà stabilito anche un curioso primato: sarà presente il gabinetto più lontano dalla Terra mai realizzato. Le missioni Apollo disponevano infatti solo di dispositivi piuttosto semplici per la raccolta dei rifiuti organici, mentre Artemis richiede sistemi più avanzati, analoghi a quelli utilizzati sulla Stazione Spaziale Internazionale. 

Un altro elemento distintivo rispetto ad Apollo riguarda la composizione dell’equipaggio. Artemis II includerà il primo astronauta afroamericano Victor Glover e la prima donna, Christina Hammock Koche, a viaggiare verso la Luna.

Le missioni Apollo, sviluppate in un contesto storico dalla diversa sensibilità, avevano equipaggi composti esclusivamente da uomini bianchi. Negli Stati Uniti ha suscitato polemiche la decisione della Casa Bianca di rimuovere riferimenti a questo aspetto dal sito ufficiale della NASA, pur senza apportare modifiche alla composizione dell’equipaggio.

Il programma Artemis, guidato dalla NASA e dagli Stati Uniti, è frutto di una collaborazione internazionale di ben 61 Paesi, tra cui la Svizzera, che dal 2020 hanno aderito agli Accordi Artemis per una cooperazione internazionale nell’esplorazione pacifica dello spazio. In un periodo complesso per il pianeta Terra come quello che stiamo attraversando, resta la speranza che l’esplorazione spaziale possa rappresentare un’opportunità di collaborazione e unione. 

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