La visita in Svizzera del presidente cinese Xi Jinping “è un incontro che permette di rinnovare i rapporti bilaterali tra i due paesi. Non bisogna comunque dare nulla per scontato”. A parlare è Hans Jakob Roth, diplomatico elvetico che in Cina ha studiato e lavorato per 14 anni. “Anche una visita può andare male. È successo con Jiang Zemin nel 1999. La visita fu disturbata da dimostranti pro Tibet e fu un fallimento diplomatico”.
Quanto conta il rispetto dei diritti umani nelle trattative economiche o quando si negoziano degli accordi politici? “Nessuna azienda può permettersi di ignorarlo. In un’economia globale è un rischio per la sua reputazione”, dichiara Roth.
“A livello politico è un punto da sempre in discussione. Noi, a differenza di altri Stati, siamo sempre stati presi molto sul serio. Ciò nonostante sono stato anche molto critico verso la posizione elvetica. Ci manca una visione aperta dei diritti umani. La Svizzera ha avuto un approccio missionario, un po’ supponente. Nei rapporti con la Cina può rendersi intermediaria di un nuovo modello”.
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RG delle 12.30 del 14.1.17; intervista a cura di Alessia Fontana
RSI Info 14.01.2017, 12:56
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