Svizzera

“Too big to fail”, fondi propri per coprire le partecipazioni all’estero

Il Consiglio federale ha adottato messaggio e ordinanza che riguardano in particolar modo UBS - La banca si era battuta contro gli inasprimenti delle esigenze

  • Un'ora fa
  • 38 minuti fa
La consigliera federale Karin Keller-Sutter

La consigliera federale Karin Keller-Sutter

  • Keystone
Di: pon 

Le banche di rilevanza sistemica svizzere in futuro dovranno coprire interamente le loro partecipazioni in filiali estere con fondi propri di base di qualità primaria. Lo ha deciso il Consiglio federale nella sua seduta di mercoledì, tenutasi extra muros a Estavayer-le-Lac. L’Esecutivo ha proceduto all’adeguamento dell’ordinanza. Dall’estate, il Parlamento potrà deliberare sul disegno di legge. Allo stato attuale delle cose, circa la metà delle partecipazioni può essere finanziata con capitale di terzi e ogni perdita di valore registrata sulle filiali estere comporta una diminuzione delle quote di capitale della casa madre svizzera, già a partire dal primo franco.

Il timore di UBS

La decisione governativa arriva al termine di una procedura di consultazione durante la quale le nuove esigenze erano state contestate in particolare dalla principale interessata, UBS, che teme di ritrovarsi svantaggiata rispetto alla concorrenza internazionale. Una posizione, questa, ribadita anche nel corso della recente assemblea degli azionisti.

Sul punto citato, il Governo - la cui posizione è sostenuta da FINMA (l’autorità di vigilanza dei mercati) e Banca Nazionale - non ha fatto marcia indietro. Sono state invece ammorbidite le esigenze riguardo alla copertura di alcune altre voci di bilancio e in particolare del software e di attività fiscali differite.

Gli effetti della nuova regolamentazione

La nuova regolamentazione vuole prevenire crisi di istituti ritenuti “too big to fail”, ovvero troppo grandi per poter essere lasciati fallire in caso di crisi, come fu il caso del Credit Suisse, assorbito proprio da UBS ma per il quale fu necessario l’intervento statale. Proteggere la casa madre elvetica, insomma, ridurrebbe anche i rischi per i contribuenti.

Secondo le stime delle autorità e in base alla situazione attuale, la nuova regolamentazione comporterebbe nel caso di UBS un rafforzamento dei fondi propri di base di qualità primaria pari a circa 20 miliardi di dollari americani, che porterebbe la banca a una quota del 15,5%, paragonabile a quelle di concorrenti estere come Morgan Stanley o Goldman Sachs. Si tratta di una cifra ritenuta sostenibile dalla Confederazione.

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Notiziario

Notiziario 22.04.2026, 16:00

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