Svizzera

500 volte per dire no al nucleare

A Brugg, dal 2011, attivisti si danno appuntamento ogni settimana davanti all'Ispettorato della sicurezza per chiedere la chiusura delle centrali più vecchie

  • 03.09.2013, 15:20
  • 4 maggio, 12:40
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  • foto SF

“Torneremo qui fino a quando non sarà stata spenta almeno una delle due centrali nucleari più vecchie, o quella di Beznau o di Mühleberg. Ma probabilmente, dovremo pazientare ancora un bel po’”. Si esprime in questo modo uno degli attivisti che per la 500esima volta, ieri, lunedì, si è fatto trovare puntuale all’uscita della centrale dell’ Ispettorato federale per la sicurezza nazionale (IFSN) a Brugg, nel canton Argovia.

E’ dalla catastrofe di Fukushima, ossia dal marzo 2011, che una ventina di militanti antiatomici svizzeri si dà appuntamento quattro volte alla settimana davanti alla struttura. Da lunedì a giovedì, fra le 17 e le 18, il gruppo organizza un sit-in per esortare i collaboratori dell’IFSN a chiudere le centrali più vecchie presenti sul territorio elvetico.

“I nostri collaboratori sanno fare il loro lavoro”, afferma da parte sua il portavoce dell’Ispettorato, sottolineando che, “si impegnano con tutte le loro forze a garantire la sicurezza”. Nel frattempo, la prolungata convivenza fra le parti è sfociata anche in momenti di condivisioni: capita, hanno affermato, "di bere un bicchiere di vino insieme o mangiare un gelato".

RedMM/RG

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  • RG 12.30 Il servizio di Anna Maria Nunzi

    RSI Info 03.09.2013, 15:05

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