L’Associazione per una Svizzera neutrale e indipendente (ASNI) ha definito l’accordo fiscale italo-svizzero, siglato lunedì a Milano, come un’ulteriore genuflessione di fronte a potenze straniere. Il movimento intende combattere l’intesa raggiunta, in quanto ritiene che non vi sia stato consenso sull’imposizione troppo attrattiva dei frontalieri e che non sia stato deciso nulla circa la cancellazione della Svizzera dalle liste nere italiane. Oltre a ciò, l’accesso delle banche elvetiche al mercato tricolore non è stato ottenuto e continuerà a essere impedito dagli istituti finanziari locali. Un risultato vergognoso per negoziati durati anni.
Questo atteggiamento, secondo l’ASNI, ha finora portato a un unico risultato: l’opposizione dei ticinesi, dimenticati da Berna, si è rafforzata e unita. Il leghista Mauro Damiani, membro del comitato direttivo dell’ASNI, ha puntualizzato che il rifiuto è palpabile anche tra i Verdi cantonali, le cui posizioni sull’immigrazione, come è noto, si discostano da quelle del partito nazionale.
ATS/CaL






