L'iniziativa popolare “il finanziamento dell'aborto è una questione privata” in votazione il 9 di febbraio è liberticida e antisociale. Per questo, secondo un gruppo di specialisti attivi nel campo della prevenzione presentatosi a Berna, il testo costituzionale proposto dagli ambienti cristiano-conservatori, va respinto.
Il testo vuole che l'interruzione di gravidanza e la riduzione embrionale - ovvero l'eliminazione di un embrione per permettere la sopravvivenza di quelli rimasti - siano radiate dalle prestazioni delle assicurazioni malattia di base. La legge potrà prevedere rare eccezioni, come in caso di stupro o di pericolo per la vita della donna incinta. Se approvata alle urne, l'iniziativa rischia di instaurare, secondo gli oppositori, una medicina a doppia velocità.
Per Remo Osterwalder, medico e membro del comitato centrale della FHM, la volontà di limitare i costi sanitari addotta dai fautori dell'iniziativa è solo una scusa dietro cui si celano motivazioni ideologiche visto che – ricorda il medico – le interruzioni di gravidanza costano all'assicurazione di base dagli 8 ai 10 milioni di franchi l'anno, ossia lo 0,03% della spesa globale.
ATS/Swing




