Le domande d’asilo di soggetti provenienti da paesi europei considerati sicuri vengono esaminate in 48 ore, secondo quanto ha precisato oggi l’Ufficio federale della migrazione (UFM), che si trova a dover gestire il forte incremento di richiedenti dai Balcani.
"Sono paesi sicuri"
“Quasi tutte queste domande sono infondate e generano problemi di occupazione nei centri di accoglienza”, spiega una nota dell’UFM che convoglia questo tipo di procedure nel centro di registrazione di Basilea.
Il nuovo orientamento si fonda sul parere del Consiglio federale che ritiene affidabili Stati come Bosnia Erzegovina, Macedonia e Serbia, i cui cittadini in linea di principio si vedono garantiti i loro diritti e quindi hanno ora scarse possibilità di ottenere lo status di rifugiato in Svizzera. In sostanza, chiarisce sempre l'UFM, si vuole giocare d'anticipo rispetto a un possibile peggioramento della situazione e riservare l'accoglienza a persone effettivamente bisognose e perseguitate.
Solo 20 domande accolte dai Balcani
Delle 4'593 domande d’asilo depositate da gennaio da individui provenienti da questi tre paesi, solo 20, vale a dire lo 0,5%, sono state accettate da Berna. Nonostante questo in luglio le richieste inoltrate da bosniaci e serbi sono aumentate rispettivamente dell’83% e del 68%.
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