Il pilota dell’F/A-18 che si era schiantato nel Giura francese il 14 ottobre 2015 è stato assolto dal Tribunale militare 2 di Aarau. Il 43enne era accusato di molteplici capi di accusa per inosservanza colposa delle norme di servizio. In pratica, all’uomo veniva rimproverato di aver azionato troppo presto il seggiolino eiettabile, prima che il suo velivolo si schiantasse nella località di Glamondans; riportò ferite.
Militare professionista da 20 anni, era al comando di una squadra che comprendeva anche due Tiger F-5. Dal giorno dell’incidente (il suo velivolo andò in stallo, perdendo rapidamente quota) non partecipa più a missioni di esercitazione, nonostante sia ancora abilitato a pilotare F/A-18.
Le ragioni dell’accusa
Secondo l’accusa però, il mezzo non si trovava in una situazione fuori controllo e quindi poteva essere pilotato, anche se in condizioni impegnative. Inoltre, gli veniva rimproverato di non aver rispettato le disposizioni sulla quota minima per il volo a vista in quelle condizioni meteorologiche.
Le ragioni dell'imputato
"Avevo solo un tentativo e pochi secondi di tempo. Ho fatto ciò che era umanamente possibile", ha dichiarato l'ufficiale davanti al tribunale, ricordando come in tutti i casi analoghi, i piloti si sono schiantati e sono morti.




