Svizzera

Beni cinesi occultati da banche svizzere

Lo rivelano documenti confidenziali. UBS e Credit Suisse avrebbero aiutato personalità vicine all'élite politica di Pechino a nascondere i loro patrimoni in paradisi fiscali

  • 22.01.2014, 08:02
  • 4 maggio, 12:48
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  • rsi

Personalità legate all'élite politica cinese avrebbero fatto ricorso a paradisi fiscali per nascondere all'estero parte dei loro patrimoni. UBS e Credit Suisse figurano fra gli operatori che li avrebbero aiutati nella costituzione di società "offshore". La rivelazione è stata citata mercoledì anche dai quotidiani elvetici "Tages Anzeiger" e "Le Matin".

Secondo i documenti ottenuti dall'ICIJ - il consorzio indipendente dei giornalisti d'inchiesta, che ha sede a Washington - sarebbero quasi 22'000 i clienti cinesi legati a queste società.

Fra le personalità coinvolte, ci sono anche membri dell'Assemblea nazionale popolare (il Parlamento di Pechino) e parenti dell'attuale presidente Xi Jinping e dell'ex premier Wen Jiabao.

Credit Suisse avrebbe fornito la sua supervisione, nel 2006, alla creazione di una società che apparterrebbe ad un figlio di Wen Jiabao.

Quest'ultimo, in una lettera pubblicata a Hong Kong alcuni giorni fa, ha invocato la sua "innocenza" dopo le informazioni diffuse lo scorso anno sul patrimonio della sua famiglia, difendendosi dalle accuse di malversazioni.

Red.MM/ARi

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  • RG 08.00 Il servizio di Silvia Piazza

    RSI Info 22.01.2014, 11:12

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  • RG 18.30 Il servizio di Alessandra Felicioni

    RSI Info 22.01.2014, 20:30

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