Dopo l’esplosione che sabato 14 febbraio ha interrotto bruscamente il Carnevale di Bagnes a Le Châble, in Vallese, si è aperta la discussione su sicurezza e gestione dei “cannoni spara-coriandoli” nei cortei.
L’incidente – avvenuto su un carro allegorico – ha causato 11 feriti, tra cui una persona con lesioni gravi, e ha spinto la polizia cantonale vallesana ad avviare un’inchiesta per chiarire con precisione la dinamica. Nel frattempo, tra addetti ai lavori e pubblico, ci si interroga su controlli tecnici, manutenzione e responsabilità, perché quando in gioco ci sono dispositivi a pressione, la festa può trasformarsi in un attimo in emergenza. In questo caso, secondo l’ipotesi più accreditata nelle prime ricostruzioni, a cedere sarebbe stato il compressore d’aria che alimentava il cannone per il lancio dei coriandoli installato sul carro. Sul posto sono intervenuti diversi mezzi di soccorso, con ambulanze e un elicottero, e alle persone presenti è stato raccomandato di prestare attenzione a eventuali conseguenze, in particolare legate all’udito, nelle ore successive.
Un episodio che, oltre allo shock, lascia sul tavolo una domanda inevitabile: quanto sono davvero sicuri questi “effetti speciali” che da anni sono diventati parte del rituale carnevalesco?
Ma proprio pochi giorni prima ha fatto notizia la decisione presa a pochi chilometri di distanza, nella località di Saint-Léonard. Qui il Carnevale appena terminato domenica ha cambiato volto perché l’organizzazione ha deciso di vietare la presenza nel corteo dei carri dotati di cannoni spara-coriandoli, dopo una serie di reclami da parte dei residenti. Il punto, racconta la stampa locale, non è solo la “pioggia” di coriandoli sul pubblico ma anche il fatto che i getti finiscono su facciate, giardini e prati, con il risultato – lamentato da chi abita lungo il percorso – di ritrovarsi addosso e in casa un materiale che può risultare difficilissimo da rimuovere, fino a trasformare la sfilata in un “campo di battaglia” multicolore.
Una decisione tutt’altro che semplice da prendere per le autorità, che ha acceso il dibattito. C’è chi la accoglie con sollievo perché stanco di dover ripulire cortili e pareti, e chi invece la vive come una rinuncia a uno dei simboli più riconoscibili del Carnevale, il lancio dei coriandoli. E ora, dopo l’incidente di Le Châble, la discussione si allarga non solo al “fastidio o folclore”, ma anche al rischio, a prevenzione e regole per continuare a festeggiare senza mettere nessuno in pericolo.
Dove esistono divieti simili in altri Paesi...e cosa vietano davvero
Diversi Stati hanno adottato misure volte a contenere la dispersione di coriandoli o stelle filanti con dentro micro plastiche o plastiche, come in Svezia, dove questo è in vigore dal 2022 o a Malta, in alcune parti dell’Australia. Ma nessuno ha vietato direttamente l’utilizzo di questi spara coriandoli di carta.
A Venezia, il Comune ha emesso una ordinanza valida dal 31 gennaio fino al 17 febbraio dove si sottolinea “il divieto su tutto il territorio comunale ed in particolare nel centro storico di Venezia, di utilizzare coriandoli in plastica e prodotti similari (es. stelle filanti in plastica, cannoni spara coriandoli in plastica e similari in materiali non biodegradabili), anche in occasione di feste, manifestazioni ed eventi e durante la celebrazione del Carnevale”.

Carnevale di Bagnes, due feriti ancora in ospedale
Telegiornale 15.02.2026, 20:00








