Svizzera

Trapianti pediatrici: l’anello più fragile

Pochi donatori, alta complessità e dipendenza dall’estero - A SEIDISERA una riflessione sul caso di Napoli guardando a quanto avviene in Svizzera - Intervista con il dottor Franz Immer, direttore di Swisstransplant

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Trapianti pediatrici in Svizzera

SEIDISERA 16.02.2026, 18:00

  • Keystone
Di: SEIDISERA - Raffaele Pedrazzini/sdr 

Per decidere se il bambino, da due mesi in gravissime condizioni dopo il trapianto di un cuore danneggiato, possa essere sottoposto o meno all’impianto di un nuovo organo in Italia, l’ospedale Monaldi di Napoli chiama a consulto esperti di tutta la Penisola. La valutazione clinica degli specialisti interni era attesa per lunedì, poi slittata a martedì e infine fissata a mercoledì. La novità è l’annuncio, avvenuto in serata, del coinvolgimento di sanitari di primo piano da altre regioni e, in attesa di ciò, il bimbo resta nella lista di chi deve ricevere il trapianto.

“Non mollo, non perdo la speranza”, dice mamma Patrizia che anche lunedì, come ogni giorno, è andata a trovare il suo “piccolo guerriero” e a ricevere notizie dai medici. Notizie, pessime, erano quelle giunte ieri dal nosocomio Bambin Gesù di Roma, interpellato per una consulenza. Secondo l’ospedale pediatrico il bimbo non può essere sottoposto a un secondo trapianto a causa delle complicanze insorte dopo quasi due mesi di sopravvivenza con un macchinario per la respirazione e la circolazione extracorporee.

Il bimbo, per rammentare la vicenda, soffre dalla nascita a causa di una grave patologia cardiaca. Dopo due anni, finalmente, a Bolzano viene individuato un donatore compatibile ed è da qui che nascono le prime problematiche. Durante il trasporto da Bolzano a Napoli, il cuore è stato danneggiato in modo irreversibile perché conservato a una temperatura troppo bassa. Per conservare un cuore destinato al trapianto, infatti, bisogna mantenerlo a pochi gradi sopra lo zero. In questo caso, invece, la temperatura era ben al di sotto, addirittura a circa -80 gradi. L’errore sarebbe nato dall’uso del ghiaccio secco al posto del normale ghiaccio tritato per motivi ancora non chiari. A destinazione, quindi, è arrivato un organo gravemente compromesso. 

Ma le criticità non si fermano qui: nonostante le lesioni da freddo, il trapianto è stato comunque portato a termine. Una scelta che sarebbe stata legata al fatto che le procedure preliminari erano ormai già in corso e quindi impossibili da interrompere. Da quasi due mesi il bambino si trova in uno stato di coma farmacologico. Le incognite però sono tante. Oltre ai lunghi tempi di attesa per trovare un nuovo donatore, si aggiungono le condizioni sempre più critiche del bambino, che forse potrebbe non riuscire ad affrontare una nuova operazione.

Trapianti pediatrici, una sfida anche in Svizzera

Ma come funziona il sistema svizzero dei trapianti in particolare quando si parla di bambini? La trasmissione SEIDISERA della RSI ne ha parlato con il dottor Franz Immer, direttore di Swisstransplant, chiedendo dapprima perché nel caso di un bambino è cosi difficile trovare un cuore compatibile?

In Svizzera - riferisce il medico - è la legge sui trapianti a disciplinare l’assegnazione degli organi. Nel caso del cuore, però, quando si tratta di bambini la situazione è particolarmente complessa: bisogna trovare un organo che sia davvero compatibile. Se parliamo, ad esempio, di un bambino di due anni, magari con gruppo sanguigno zero e un peso di circa 13 chili, serve un cuore della stessa taglia e compatibile dal punto di vista immunologico. Ed è proprio questo che rende la situazione dei bambini in lista d’attesa estremamente difficile, non solo in Svizzera ma a livello mondiale. Per la Svizzera significa che quattro cuori pediatrici su cinque provengono dall’estero. Questi vengono offerti da altri Paesi quando nel Paese del donatore non c’è un ricevente compatibile, e vengono quindi assegnati e poi trapiantati qui da noi.

Chi decide in un caso urgente chi deve essere colui che riceve il cuore?

Anche in questo caso è la legge svizzera a stabilire chi possa essere considerato in stato di urgenza. È il centro trapianti a presentare la richiesta, sia per gli adulti sia per i bambini, chiedendo il riconoscimento del cosidetto status di priorità. Questo status ha precedenza su tutti gli altri pazienti in lista d’attesa: significa che chi è classificato come urgente dovrebbe ricevere il prossimo organo disponibile, naturalmente a condizione che sia compatibile. Il problema – ed è quello che vediamo anche nel caso italiano – è che per un bambino di due anni trovare rapidamente un organo adatto è estremamente difficile, perché i donatori pediatrici sono molto meno numerosi rispetto agli adulti.

Quanto tempo avete a disposizione per il trapianto e come viene trasportato un cuore pediatrico?

Per i bambini oggi non esiste ancora una macchina che permetta di proteggere il cuore per un periodo più lungo. Queste tecnologie sono disponibili solo per gli adulti, a partire da circa 50 chilogrammi di peso. Questo significa che, nel momento in cui il cuore viene fermato nel donatore o nella donatrice, deve essere impiantato nel ricevente entro quattro ore e nuovamente irrorato di sangue. Nei bambini, il cuore viene raffreddato a circa 3-4 gradi e poi trasportato in una borsa d’acqua con ghiaccio. È una vera corsa contro il tempo: l’organo deve attraversare anche lunghe distanze in Europa e arrivare in tempo al centro trapianti per poter essere utilizzato. Fortunatamente, in 18 anni che faccio questo mestiere non è mai successo che un organo venisse perso o danneggiato.

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Ginevra: trapianto storico

Telegiornale 16.10.2025, 20:00

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