Il Tribunale militare d'appello 2 di Zurigo, chiamato a giudicare la guardia di confine condannata in prima istanza per aver negato aiuto medico a una siriana giunta in treno a Domodossola e che poi, respinta, partorì una bimba morta, ha ridotto la pena al pagamento, sospeso, di 150 aliquote da 150 franchi. L'oggi 58enne è stato giudicato responsabile solo di lesioni colpose e ripetuta inosservanza di prescrizioni di servizio.
Un anno fa, invece, l'imputato era stato ritenuto colpevole pure di tentata interruzione di gravidanza e il Tribunale militare 4 di Berna gli aveva inflitto, con la condizionale, sette mesi di detenzione e 60 aliquote da 150 franchi.
Per l'accusa l'uomo avrebbe meritato tre anni di prigione con almeno sei mesi da scontare; a detta del pubblico ministero e dell'avvocato della famiglia della vittima, non solo lui e i colleghi non hanno domandato l'aiuto di un dottore, ma hanno dimostrato di mancare di umanità: nemmeno una volta, infatti, si sarebbero curati di sapere come stesse la donna. La difesa, dal canto suo, s'è battuta per ottenere il proscioglimento, sostenendo che inizialmente nulla indicava che il suo patrocinato si trovasse di fronte a un'emergenza.
ATS/dg
Condanna ridotta per la guardia di confine
Telegiornale 06.11.2018, 21:00





