Il Mouvement des citoyens genevois ha depositato un'iniziativa, la prima per la quale sia riuscito a raccogliere un numero sufficiente di firme (più di 8'500 quando ne sarebbero bastate 7'403), in cui chiede l'abolizione della retrocessione alla Francia dell'imposta alla fonte versata dai frontalieri impiegati nel cantone.
L'accordo che ora si contesta è stato firmato nel 1973 e prevede il ristorno del 3,5% della massa salariale lorda dei lavoratori che abitano oltre confine.
Secondo la formazione politica, una parte ingente della somma, destinata alle collettività locali, finisce in realtà nelle casse statali, a Parigi. L'Esecutivo locale è pertanto invitato ad intervenire presso quello federale affinché revochi l'intesa. "Non vogliamo più che Ginevra versi dai 280 ai 300 milioni di franchi in assenza di progetti solidi", affermano i promotori. Si fa in proposito notare che la convenzione fu approvata dal Gran Consiglio e che Berna si limitò a notificarla, ciò che dovrebbe escludere ostacoli giuridici.
ATS/dg





