La testimonianza

Crans-Montana, “ricordo le prime urla appena scoppiato l’incendio”

Gaëtan, barman al Constellation la notte della tragedia, racconta la serata di Capodanno e le settimane precedenti al dramma

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Gaëtan era barman al Constellation di Crans-Montana

Gaëtan era barman al Constellation di Crans-Montana

  • RTS
Di:  Loïc Delacour (RTS), intervista originale - ludoC, adattamento in italiano

Gaëtan era barman al Constellation di Crans-Montana. Dopo due settimane di ospedale, di cui otto giorni in coma, ha potuto tornare nel sud della Francia dai genitori. Nella trasmissione Mise au point di RTS racconta la serata di Capodanno, ma anche le settimane che hanno preceduto la tragedia.

La settimana scorsa Gaëtan, 28 anni, ha accettato di parlare per la prima volta della tragedia di Crans-Montana. Dice di volersi esprimere per rendere omaggio alle vittime, ma anche per dare la sua versione della storia, molto deluso nel sentire i suoi ex datori di lavoro scaricare la colpa sui dipendenti.

L’intervista a Gaëtan (Mise au point, RTS, 01.02.2626)

“Sul momento non ce l’avevo con loro”, racconta. “Non ho le competenze per rimproverargli alcunché sull’origine dell’incendio, sulle cause, sul perché e sul come. Ma quando vedo il modo in cui cercano di scagionarsi, poco a poco, sì, comincio sempre più ad avercela con loro. Trovo aberrante che scarichino la colpa sui loro dipendenti”, spiega ai microfoni di RTS.

Il giovane francese è rimasto otto giorni in coma, prima al CHUV di Losanna, poi in un ospedale di Parigi. Le principali preoccupazioni riguardavano un collasso polmonare e un’infezione ai reni. Gaëtan ha anche ustioni su diverse parti del corpo, alle braccia, alla schiena, alla nuca e al viso, ma si ritiene fortunato.

Sono stato travolto dalla folla che si è ammassata per cercare di uscire dalle scale

Gaëtan, barman al Constellation

I ricordi di Capodanno

Lavorava al bar del piano superiore la sera di Capodanno. La serata era iniziata tranquillamente. Ma verso l’una e mezza di notte ha capito che stava succedendo qualcosa di anomalo al piano inferiore. “Ricordo le prime urla, i primi allarmi quando è scoppiato l’incendio, quando ho avuto quella sensazione di panico che mi ha invaso”.

Il suo primo riflesso è stato andare a vedere cosa stava succedendo e cercare di portare aiuto, racconta. “Ero lontano dal rendermi conto della tragedia che si stava verificando”.

Riesce a scendere fino all’ultimo gradino della scala. “Ricordo di essermi protetto con il braccio, per inalare meno fumo possibile, e di aver tirato una persona. Credo poi di essere stato travolto dalla folla che si è ammassata per cercare di uscire dalle scale”.

Gaëtan pensa di aver perso conoscenza, perché non ricorda più cosa sia successo dopo. “Forse è un vantaggio, perché non ho visto, o non ricordo di aver visto cadaveri, di aver visto persone che bruciavano, come alcune persone che hanno quelle immagini impresse nella memoria, sicuramente per il resto della loro vita”

Un’esperienza professionale finita male

Il giovane barman aveva iniziato a lavorare al Constellation all’inizio di dicembre. Dopo otto anni nella ristorazione in Francia, in locali a volte di alto livello, si rallegrava di questa esperienza nella rinomata stazione di Crans-Montana. Eppure è presto rimasto deluso: “Vendevamo lattine di birra scadute. Mi ritrovavo a fare panini con pane congelato da almeno più di un anno. Anche la mozzarella con cui facevamo i panini era scaduta”, racconta a RTS.

Ricorda anche la clientela particolarmente giovane. “Lo trovavo scioccante. Cercavo di controllare le carte d’identità, ma spesso venivano mostrate su un telefono, quindi non avevo modo di verificarne la veridicità. Oltre a questo, sapevamo benissimo che per i datori di lavoro l’obiettivo era far entrare soldi”.

Decide quindi di dimettersi e lo annuncia ai genitori. Ma vuole finire il mese per poter essere pagato per dicembre.

Risveglio traumatico

Al risveglio il giorno dopo la tragedia, Gaëtan è sconvolto. “Piangevo continuamente. E una delle prime cose che ho detto a mia mamma: non posso più lavorare in un bar. Ero scioccato. Penso che mai più potrò rivedere una candela scintillante in vita mia. Il fuoco mi farà paura ora”.

Bisogna parlarne, bisogna farsi seguire, è molto importante perché quello che abbiamo vissuto quella sera è qualcosa di molto scioccante

Gaëtan, barman al Constellation

Inoltre persistono i pensieri pesanti per i suoi amici e colleghi. “Ci penso tutti i giorni, addormentandomi. È piuttosto complicato perché ripenso alla mia collega Cyane che amavo molto. Ripenso al mio ex coinquilino Mattéo. È stato colpito più di me ed è ancora in ospedale a lottare”.

“È complicato, ma penso prima di tutto alla mia ricostruzione. Ho presto appuntamenti con psicologi formati per questo tipo di trauma. Bisogna parlarne, bisogna farsi seguire, è molto importante perché resta molto scioccante, quello che abbiamo vissuto quella sera”.

Stéphane Buchs
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