È passato un mese dalla tragedia di Crans-Montana ed in questi giorni si alza la voce dei familiari delle vittime - sia dalla Svizzera che dall’estero - per chiedere un maggiore sostegno da parte delle autorità elvetiche.
La marcia di Lutry
“Giustizia e verità” sono state chieste a gran voce dai partecipanti alla marcia bianca che si è tenuta sabato sera a Lutry per commemorare le 9 persone originarie della località vodese morte a Crans-Montana. Durante gli interventi e nelle interviste con i media internazionali presenti, i genitori delle vittime hanno espresso dolore, rabbia e frustrazione nei confronti dei gestori del bar, delle autorità comunali e cantonali, ma anche della Confederazione. Il corrispondente del Radiogiornale cita termini forti come “menzogna”, “mafia” e “corruzione”.
Poco sostegno dalle autorità svizzere
I familiari di Lutry non sono i primi a sfogare il proprio malessere. Giovedì, Hugues Blatti, il padre di un ragazzo diciottenne gravemente ferito nell’incendio e ricoverato in coma al CHUV, in un’intervista alla RTS ha lamentato un’assenza inspiegabile da parte delle autorità federali: “I contatti sono stati pochissimi, quasi assenti. Al contrario, il Consolato italiano si è subito attivato, così come la Francia. Abbiamo perfino avuto un colloquio individuale con il presidente Emmanuel Macron, che ci ha assicurato il suo pieno sostegno. Per quanto riguarda la Svizzera, credo di non essere il solo tra i familiari a esprimere delusione per la mancanza di un reale supporto. Di fatto, non c’è alcun contatto diretto con la Confederazione”, ha spiegato, “siamo stati sostenuti dal CHUV e dal centro di aiuto alle vittime LAVI, ma non direttamente dalle autorità svizzere”.
Indennizzi da rivedere
Il presidente della Confederazione, Guy Parmelin, ha incontrato alcuni giorni fa le famiglie delle vittime italiane, il padre intervistato dai colleghi di RTS spera perciò che il suo appello venga ascoltato. Un certo sconcerto tra le famiglie riguarda poi gli aspetti finanziari: benché Canton Vallese e Confederazione si siano attivati, le tempistiche e la disponibilità degli indennizzi non risultano soddisfacenti.

Parmelin incontra i famigliari delle vittime
Telegiornale 23.01.2026, 20:00








