Dramma di Crans-Montana

Crans-Montana, non tutti gli ospedali hanno spedito le fatture

La pratica contestata dall’Italia sembra limitata ai pazienti ricoverati a Sion - Le copie, da non pagare, non sono state inviate ai pazienti ricoverati in altre strutture

  • Oggi, 13:10
  • Oggi, 13:28
L'ospedale di Sion
02:36

RG 12.30 del 30.04.2026 La diretta di Paola Latorre

RSI Info 30.04.2026, 13:10

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Di: Radiogiornale - Paola Latorre / pon 

Le fatture - in copia per conoscenza, da non pagare - inviate dal Vallese alle famiglie di alcuni dei cittadini italiani rimasti feriti nell’incendio di Crans-Montana continuano a far discutere. La prassi è formalmente corretta, prevista anche da una normativa europea, ma ha alimentato tensioni diplomatiche fra Berna e Roma. La premier Giorgia Meloni aveva parlato di “disumana burocrazia”. Secondo quanto scrive la Neue Zürcher Zeitung giovedì, tuttavia, sembra che non tutti gli ospedali svizzeri abbiano seguito l’esempio di quello di Sion.

L’Inselspital di Berna, per esempio, avrebbe per il momento “sospeso la fatturazione”, con l’intenzione di procedere “a tempo debito e in coordinamento con le autorità”. Anche l’ospedale universitario di Zurigo ha adottato un approccio simile e pure il Kinderspital - sempre a Zurigo - ha affermato di non aver ancora trasmesso nulla alle compagnie assicurative (e di riflesso in copia ai pazienti). I nosocomi citati non hanno fornito dettagli, ma paiono consapevoli della delicatezza della questione, nel quadro di un dramma che ha causato sofferenze ma anche malintesi e rabbia.

L’ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado, sempre alla NZZ ha precisato che l’Italia non chiederà mai il rimborso dei costi sostenuti per curare le due vittime svizzere ricoverate a Milano (e per una missione in elicottero). La Svizzera continua Cornado, tratta invece questo caso “come se fosse un incidente d’auto o di sci”.

Prevista la reciprocità

Le norme che regolano i rapporti fra Svizzera e Stati dell’UE in questo ambito, tuttavia, prevedono reciprocità. Come Doris Bianchi, direttrice dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali, aveva spiegato nei giorni scorsi a SRF, nonostante le straordinarietà del caso vale il principio secondo il quale le spese per i pazienti italiani ricoverati in Svizzera andranno a carico del sistema sanitario italiano (non delle famiglie) e viceversa.

La vertenza diplomatica sarà discussa dal presidente della Confederazione Guy Parmelin in un incontro con il suo omologo italiano Sergio Mattarella martedì a Roma. La vigilia il consigliere federale parteciperà a un summit internazionale in Armenia, dove dovrebbe avere un faccia a faccia con Giorgia Meloni.

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